Diario di Expo del 24 agosto – desertificazione, minaccia sottovalutata

24 agosto 2015 di fabio pizzul

La produzione del cibo è strettamente legata all’agricoltura.
Molte zone del nostro pianeta devono fare i conti con condizioni difficili per la coltivazione e l’allevamento: il fattore acqua è fondamentale per poter raggiungere risultati soddisfacenti e la sua disponibilità è sempre meno scontata.
Proprio per questo il deserto, al di là dei significati simbolici e spirituali che può assumere, è da sempre una delle principali minacce per la sopravvivenza dell’uomo. Il deserto non è qualcosa di statico, si muove e si espande arrivando a minacciare molte delle zone che lo circondano. La lotta contro la desertificazione sta diventando per questo una delle principali questioni da affrontare per alcune società moderne. Gli esperti sostengono che bisogna evitare interventi isolati perché sono spesso inefficaci e talvolta pericolosi. Per ripristinare la sostenibilità delle aree degradate, è necessario un approccio sistemico sia a livello locale che globale.

Si parlerà di questo mercoledì 26 agosto alle ore 14:30, presso l’auditorium di Palazzo Italia a Expo Milano 2015, in un convegno scientifico sulla desertificazione organizzato dal CNR. L’evento vedrà la partecipazione di Mauro Centritto, Direttore del Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree, Uriel Safriel, Chair of the Committee of  Science and Technology of the United Nations Convention to Combat Desertification e Giampaolo Cantini, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Non è un tema lontano dalla nostra vita quotidiana: le zone desertiche riguardano anche l’area mediterranea, ma non c’è ancora una consapevolezza della drammaticità della questione e il dibattito è ancora debole intorno a questo tema e ai suoi effetti ambientali e sociali di degrado del suolo.

La sicurezza alimentare passa anche dalla capacità di dare risposte significative al pericolo della desertificazione.
Molto interessante, in quest’ottica, è l’esperienza israeliana, efficacemente raccontata dal padiglione  presente ad Expo: negli ultimi 50 anni Israele ha ingaggiato una sorta di battaglia quotidiana con il deserto giungendo a risultati che hanno dell’incredibile. Anche grazie a innovazioni tecnologiche che potrebbero essere applicate in altre parti del mondo.

Expo è l’occasione per mettere a confronto diverse esperienze con l’unico obiettivo di far sì che la desertificazione non diventi una minaccia fatale per molti popoli del pianeta. Uno scenario molto importante che riguarda da vicino anche la questione delle migrazioni: se la vita diventa impossibile in molte zone, inevitabilmente le popolazioni che vi abitano si riverseranno verso altri stati. Ecco perché parlare di desertificazione e tentare di evitarne l’avanzata è qualcosa di molto vicino alla nostra esperienza quotidiana.

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