diario di Expo del 18 agosto – Bastasse una visita ad Expo per conquistare la Merkel e i tedeschi…

18 agosto 2015 di fabio pizzul

Alla cancelliera tedesca Merkel non deve essere proprio dispiaciuta la visita ad Expo se, dopo le due ore e mezza previste dal protocollo, si è concessa un’ulteriore mezzora all’interno del sito per ammirare la prima parte dello spettacolo dell’Albero della vita.
Al termine della visita, la cancelliera ha firmato la «Carta di Milano», quello che è considerata l’eredità culturale dell’Esposizione universale.
La visita è stata l’occasione per un incontro ravvicinato tra Renzi e Merkel, al premier probabilmente interessava mostrare alla Merkel il successo dell’organizzazione italiana. Lo si capisce anche dal tenore della nota che Renzi ha diffuso nei giorni scorsi per annunciare la visita della cancelliera: «Prosegue la straordinaria stagione di Expo, con le visite ufficiali, come quella della cancelliera Merkel, dopo tanti presidenti e premier da tutto il mondo, ma soprattutto con un incredibile successo di pubblico, di visitatori che continuano – ottimi risultati anche in questi giorni di Ferragosto – e continueranno nei prossimi mesi a venire a Milano».
Al termine della visita, a quanto riferisce il Corriere della Sera, solo una battuta: «È andata molto bene », ha detto il premier.
D’accordo anche il commissario unico Sala: «La visita è andata molto bene, credo le sia piaciuto tutto, in particolare il Padiglione Zero», raccontando come alla cancelliera sono piaciute molto le sculture in resina total white del padiglione Zero, tanto che lui gliene ha regalato una. «Le ho regalato una copia di un coniglio – ha detto – siccome hanno conigli nel loro giardino» e «sono animali che le piacciono. La cancelliera doveva partire prima, invece si è fermata mezz’ora in più, quindi presumo che si sia trovata molto a suo agio e divertita».

Una testimonianza in più di come Expo sia uno straordinario veicolo per le relazioni estere dell’Italia che dovrà ora fare tesoro di quanto seminato in questi sei mesi.
La testimonianza di efficienza non dovrà però rimanere confinata nel tempo e nello spazio di Expo: il dopo esposizione e le grandi opere sparse per tutto il Paese saranno la cartina di tornasole per capire se davvero lo spirito di Expo avrà contagiato positivamente il resto d’Italia.
Lo ripeto per l’ennesima volta: Expo dal punto di vista economico forse (e sarà un successo se accadrà) finirà in pareggio, ma la manifestazione è una grande occasione che verrà sfruttata solo se riuscirà a cambiare un po’ la mentalità burocratica e fatalista che da troppi anni attanaglia il nostro Paese.
La Merkel e la Germania potranno fidarsi di noi per questo e non per una gradevole e apprezzata visita ad Expo.

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