Diario di Expo del 28 luglio – che ne direste di un bel piatto di insetti?

28 luglio 2015 di fabio pizzul

Nel giorno che Expo dedica alla frutta e alla verdura, arriva il via libera all’utilizzo di vermi e insetti per la preparazione di cibo da somministrare ai visitatori.
Non pensiate subito a piatti pieni di vermi da mangiare a cucchiaiate o a coleotteri da ingoiare interi zampette e ali comprese.
L’avvio dell’entomofagia, così si definisce la pratica di cibarsi di insetti, non sarà poi così clamoroso, consisterà principalmente nell’utilizzo di farine o creme ricavate da insetti accuratamente selezionati insieme a ingredienti più diffusi. All’Expo finora la degustazione non è stata possibile: alcuni padiglioni ci avevano pensato, ma le Asl li hanno bloccati; ora sembra che il padiglione belga possa ottenere un’autorizzazione per settembre.
Presso il Padiglione dell’Unione Europea è stato presentato comunque il Libro bianco sugli insetti commestibili secondo il quale due miliardi di abitanti del pianeta pasteggiano già con animali decisamente estranei alla nostra tradizione e li trovano piuttosto buoni oltre che nutrienti.
A parità di proteine prodotte, la produzione di alimenti basati sugli insetti avrebbe sul pianeta un impatto infinitamente minore nei consumi di mangime, acqua, energie, territorio e di gas serra, rispetto agli animali che consumiamo oggi. Ma la produzione di cibo per uomini e animali basato su insetti pone questioni complesse come la tracciabilità, il controllo di filiera, gli standard qualitativi e sanitari.
Per ora c’è un vuoto normativo.
Il Belgio ha già ammesso il consumo di diverse specie, come la tarma della farina, il grillo domestico e la locusta migratoria; anche la Svizzera si sta attrezzando. Sarebbe bene che anche l’Italia non perdesse troppo tempo.
Sono considerate commestibili oltre 1900 specie di insetti (su 6-10 milioni di specie esistenti). Secondo la FAO, gli insetti vengono consumati in 90 Paesi del mondo, e i preferiti a livello globale sono i coleotteri (31%), seguiti dai bruchi (18%), api, vespe e formiche (14%), cavallette, locuste e grilli (13%).
Da noi, gli unici insetti allevati per fare da cibo sono, al momento, destinati all’alimentazione dei rettili.

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