Diario di Expo del 23 luglio – Fast post Expo, Maroni pensa al dopo, ma…

23 luglio 2015 di fabio pizzul

Un ‘fast post’ per Expo2015.
E’ la proposta del presidente della Lombardia Roberto Maroni che intende evitare il rischio di abbandono dell’area all’indomani della chiusura dell’evento.
Dal 1° novembre 2015 al 30 giugno 2016 nel cantiere ci saranno le attività di smontaggio dei padiglioni nazionali, ma è fondamentale, secondo Maroni, che non vengano abbandonate al possibile degrado le costruzioni che potrebbero rimanere.
L’idea di Maroni è quella di realizzare in quell’area uno spazio per l’impresa, uno per le istituzioni, uno per i giovani e lo sport e uno pensato per il futuro.

Maroni ha illustrato oggi alla stampa otto azioni che solo settimana prossima condividerà con gli altri soggetti interessati.
Eccole:
1) riqualificare le Aree Service, ovvero 10 stecche, strutture che rimarranno e che si possono utilizzare da subito come incubatori di impresa, start up, aule universitarie e big data center uffici pubblici sia statali che regionali;
2) convertire l’Expo center e il Padiglione Zero in biblioteche, sale espositive, auditorium e spazi per la Triennale;
3) rifunzionalizzare gli edifici del cardo, in uffici pubblici statali e regionali;
4) completare il Children Park con asili nido e scuole dell’infanzia;
5) utilizzare gli edifici permanenti, come cascina Triulza, che ha una vocazione per il volontariato e il terzo settore, e l’Auditorium da 194 posti;
6) valorizzare Palazzo Italia, Lake Arena e Open Air Theatre per attività istituzionali, culturali e ludiche;
7) sfruttare la collina mediterranea e l’area Slow Food per attività sportive e l’Orto didattico;
8) ottimizzare la sinergia con Cascina Merlata per delle residenze

Francamente pensavo a qualcosa di più innovativo e organico, mi paiono idee molto vaghe e ancora tutte da approfondire e concretizzare.
In parte, tra l’altro, queste ipotesi esistono già, come l’utilizzo di Cascina Triulza o dell’area residenziale di Cascina Merlata.
Rimane però prioritaria la definizione del vero dopo Expo, ovvero di quello che sorgerà in via definitiva sull’area dell’esposizione. Qualche vincolo c’è già, ad esempio la destinazione a verde di metà dell’area. Come si coniuga con il mancato smantellamento di parte delle strutture?
Nell’area dell’Expo Center c’è anche il centro di produzione RAI. Che fine vogliamo fargli fare? Un’ideuzza anche su quello non sarebbe male.
Il problema sarà anche quello di garantire l’accesso in sicurezza alle parti dell’area non interessate dal cantiere.
Ben vengano, comunque, le idee.
Bravo Maroni a conquistarsi un po’ di spazio sui giornali, dopo aver creato attesa per questa sue proposte.
Vedremo come reagiranno gli altri soggetti interessati e chi troverà i soldi per un eventuale piano operativo.

P.S.
Maroni pensa già al fast-post-Expo, ma una pensatina a come è presente Lombardia ad Expo, forse, sarebbe ancora necessaria.

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