La riforma Pokémon

17 luglio 2015 di fabio pizzul

Rileggendo la proposta di riforma sanitaria di Maroni, anzi, di evoluzione della sanità lombarda mi sono venuti in mente i mostriciattoli, simpatici ma spesso pasticcioni, che piacciono tanto ai bambini.
Fossimo a Kanto, Johto, Hoenn, Sinnoh, Unima o Kalos, le regioni del mondo dei Pokemon andrebbe anche bene, ma siamo in Lombardia e parliamo di salute dei  cittadini e sarebbe bene non scherzare.  Pur di non urtare le diverse sensibilità dei partiti che lo sostengono, Maroni è arrivato a sostenere che la riforma del sistema sanitario lombardo non vada chiamata riforma, ma evoluzione, perché bisogna cambiare, ma non poi così tanto, migliorare, ma non mettere in discussione l’eccellenza su cui ci si è cullati negli ultimi anni…
I Pokemon si evolvono nelle loro regioni fantastiche, ma in Lombardia la sanità andrebbe migliorata nell’interesse dei cittadini e non strattonata di qua o di là da chi governa.
Ebbene, riformare, anzi, scusate, evolvere il sistema sanitario lombardo solo dal punto di vista organizzativo, senza affrontare integralmente le diverse questioni aperte nell’intero sistema sanitario, rischia di creare una gran confusione, se possibile, anche aggravata da quello che potrebbe accadere in una fase transitoria che non pare venga presidiata correttamente.
L’organizzazione appassiona i politici e i dirigenti sanitari, allarma gli operatori di ospedali che rischiano accorpamenti con poca logica e passa lontana sulle testa di cittadini sperano in una sanità più attenta alle loro esigenze.

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