Uno sberleffo alla follia. Si poteva evitare…

10 luglio 2015 di fabio pizzul

Ricordate il Museo della Follia che Vittorio Sgarbi ha definito «Il miglior padiglione di Expo 2015»? Inaugurato nella città dei Gonzaga, all’interno del Palazzo della Ragione, propone circa 250 opere figurative e scultoree raccontare un mondo oscuro e affascinante. Protagonisti dell’esposizione, Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi, di cui sono esposte 190 e 37 opere, tra cui molti disegni o dipinti mai esposti prima.
Fin qui tutto bene, ma attorno al Museo della Follia, o meglio, attorno all’allestitore della mostra, Marco Fazzari si sono concentrate molte critiche per un disinvolto (uso questo eufemismo) modo di rapportarsi al tema della follia.

La lettera di un’associazione che si occupa di salute mentale

fazzari cretinoFazzari, pensandosi originale e spiritoso, ha pubblicato sugli ormai imprescindibili social networks alcune foto in cui si è fatto ritrarre in evidenti pose canzonatorie riguardo la rappresentazione artistica della follia. Questo ha provocato le sacrosante proteste da parte di persone e associazioni che si occupano della salute mentale e che non possono che sentirsi offese da chi scherza su una condizione così pesante e drammatica (anche e soprattutto per i congiunti) come la malattia mentale.
Non conosco personalmente Fazzari e non entro in alcun modo in giudizi sulle sue attività (che mi paiono comunque godere di stima e apprezzamento, a partire da Vittorio Sgarbi che su queste cose coglie spesso nel segno), credo però di dover stigmatizzare, come peraltro hanno già fatto altri, questa disinvoltura nell’approccio a un tema drammatico come la follia. Serve più rispetto per la sofferenza degli altri e da questo non può certo prescindere anche la ricerca di un po’ di visibilità personale.
Sono le degenerazioni dei social network che esaltano esibizionismo e vojerismo e spesso fanno dimenticare le più elementari regole di rispetto umano.
Auguro ogni fortuna a Fazzari, sulle orme di Sgarbi, ma mi auguro di non dover più assistere a sberleffi che hanno l’unico effetto di provocare dolore a persone già molto provate.
Ne approfitto per ricordare come il Museo della Follia a Mantova rimarrà aperto fino al prossimo 22 novembre.

P.S.
Marco Fazzari è responsabile delle pubbliche relazioni di EXPO Belle Arti Lombardia 2015.
Regione Lombardia, nell’ambito dei Padiglioni artistici di Expo curati Vittorio Sgarbi, ha finanzato il Museo della Follia con 350mila Euro.

Un commento su “Uno sberleffo alla follia. Si poteva evitare…

  1. Francesca Brugnettini

    Ho già espresso il mio disappunto sia sul profilo Facebook del Professor Sgarbi e, sono stata oscurata, sia con una mia lettera pubblicata da “La Voce di Mantova” il 3 giugno scorso.
    Ritengo, e ribadisco, che questa foto è vergognosamente oltraggiosa nei confronti dei malati di mente. Proprio perché non è una foto rubata ma, il tale Fazzari si mette in bella posa! E c’è da chiedersi: chi ha realizzato lo scatto? Mentre viene allestita una mostra, con soldi pubblici e su un tema così toccante c’è chi sbeffeggia, deride ed esibisce se stesso! Leggo che Fazzari è responsabile della comunicazione dell’expo Lombardia 2015. Dalle notizie che ho raccolto su face book, il Fazzari, vive a Montecarlo, è imprenditore di una nota marca di creme e si diletta a fare il pittore (naturalmente a promuoverlo è Sgarbi). Dunque un pittore che sbeffeggia i malati di mente ma anche l’opera di un suo collega… incredibile! A questo punto mi farebbe piacere chiedere a Sgarbi ma non c’era a Mantova un ragazzo: rispettoso, di buone maniere magari anche bisognoso di soldi (di questi tempi), da impiegare al posto di Fazzari? Come persona che ha avuto nella famiglia una sorella malata, mi auguro che all’interno del Consiglio della Regione Lombardia, oltre al Dottor Pizzul, che ringrazio, mi auguro che ci sia qualcuno capace di chiedere a Sgarbi ed ai suoi collaboratori la restituzione dei compensi ricevuti a favore di una associazione che tutela, con fatica e grandi sacrifici i malati di mente! Si, i malati di mente che nonostante i loro problemi hanno dignità! Quella che manca a Fazzari!
    Francesca Brugnettini

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