Qualche riflessione su profughi, migranti ed Europa

8 luglio 2015 di fabio pizzul

Parliamo di immigrazione.
Dopo aver fatto attendere qualche giorno di troppo all’amico Ambrogio, cui avevo promesso di pubblicare un suo commento, ecco qui quanto mi ha scritto:

Innanzitutto chiederei, anzi pretenderei dai governanti europei di accogliere pro quota i profughi pervenuti in Italia anziché comportarsi, quanto ad egoismo, come la peggior specie dei politici nostrani. Infatti, se spalmati su tutta Europa, i profughi, sarebbero molto più gestibili, potrebbero anche essere accolti in modo dignitoso ed umano e senza rischi per la sicurezza e soprattutto per la salute pubblica (scabbia o peggio ancora ebola). Non solo, ma una politica europea di questo tenore eviterebbe il diffondersi di una mentalità chiusa ed egoistica, dettata anche da una comprensibile paura, che mai, nei secoli, ha caratterizzato le nostre genti. Altrimenti, a cosa serve aver ottenuto l’alto commissario nella persona della Mogherini? Ritengo infatti che il comportamento tenuto dal alcuni governanti europei sia molto peggio di quello, “di rimessa” tenuto da alcuni governatori regionali o da alcuni sindaci. Eppure, sono ben pochi quelli cha hanno evidenziato con fermezza questo aspetto, spesso ci si è limitati a criticare questo o quel governatore di regione mentre, forse per timori o ritorsioni di varia natura, nulla si è detto circa taluni uomini politici europei. Il problema non è a valle, ma a monte. Questa Europa ha ormai dimenticato lo spirito dei padri fondatori (guarda caso quasi tutti di formazione cristiana), trasformando il nostro continente da un’Europa della solidarietà tra i popoli in un’Europa del rigore e dell’imposizione, ed ora anche dell’egoismo. Quindi, la responsabilità di questo “apparente egoismo nostrano” è solo conseguenza di un più grande egoismo internazionale. L’esempio viene dall’alto, o sbaglio? Conclusione pratica: o loro accolgono pro quota i profughi oppure noi siamo liberi di non rispettare taluni parametri economici. Ricatto? Forse. Ma a tutto c’è un limite! E non possiamo permetterci sicuramente di accogliere “mezza Africa” in Italia, nonostante tutta la buona volontà (problemi di costi ma non solo , anche sicurezza, salute pubblica, ecc.). Diversamente, se continuassero i flussi migratori senza l’aiuto concreto dell’Europa, non stupiamoci se poi nasceranno paure sempre più diffuse dagli esiti imprevedibili e incontrollabili a causa del protrarsi di ingiustizie sovranazionali.

Grazie ad Ambrogio da Bresso.
Devo dire di condividere l’analisi sull’egoismo dell’Europa, che spero dia seguito alle parture avvenute nelle scorse settimane riguardo la possibilità di distribuire quote di profughi (al momento si parla solo di eritrei e siriani).
Non mi convince l’ipotesi di non rispettare alcuni parametri come ritorsione, perchè credo che l’Italia abbia ormai le carte in regola per stare dentro quei parametri e provare a crescere e, soprattutto, a chiedere all’Europa di cambiare marcia sulla necessità di investire e provare a rilanciare l’economia continentale.
Non esaspererei invece il tema del rischio malattie, perchè ci sono tutte le condizioni per gestire senza allarmi la situazione.
In questa vicenda non ci sono soluzioni facili, c’è però la necessità di essere razionali senza lasciarsi andare alla tentazione della strumentalizzazione e del populismo.
Quanto fatto in questi mesi dal comune di Milano mi pare notevole: ha gestito il passaggio di oltre 75000 immigrati (pochissimi quelli rimasti da noi) senza creare, al di là degli strepiti di alcuni, grande allarme sociale.
Non si può certo andare avanti a questi ritmi, ma non ci si può neppure limitare a dire che non li vogliamo: servono proposte concrete, non grida alla luna per conquistare qualche voto.
Una parola finale sulla Mogherini. Non è certo tutti i giorni presente nei Tg o nei titoli dei giornali, ma sta lavorando per coinvolgere l’ONU e tutta l’UE nella gestione della questione: sul pattugliamento comune ci siamo, sulle operazioni di intelligence contro i trafficanti si sta lavorando, così come sul difficile coinvolgimento delle autorità libiche.

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