Diario di Expo del 6 giugno – per uno sviluppo sostenibile

6 giugno 2015 di fabio pizzul

Sviluppo e sostenibilitá al centro dell’incontro studi annuale che la ACLI milanesi hanno scelto di celebrare a Cascina Triulza, all’interno del sito espositivo di Expo.
In apertura dell’incontro Ben Senauer dell’universitá del Minnesota ha citato papa Francesco che ha definito la più alta autoritá morale oggi nel mondo, ricordando come il papa a più riprese ha utilizzato la metafora della tavola per parlare della necessità di garantire a tutti cibo sufficiente ed è intervenuto anche sulle tematiche ambientali che concentrerà in una nuova enciclica di prossima pubblicazione.
La food insecurity è ancora troppo diffusa: 795 milioni di persone sono cronicamente sottonutrite, un abitante della terra su 8!
La food insecurity è così definibile: non avere cibo sufficiente per condurre una vita sana, in salute.
Senauer ha poi portato un esempio di povertá estrema: una zona di Dhaka, in Bangladesh (poverissima, ma estremamente dignitosa), dove la fame è spesso nascosta, ma colpisc soprattutto i più giovani,
La Fao, ha ricordato il professore, considera che ci siano 2 miliardi di persone con carenze di sostanze nutritive.nel 2001 l’Onu lanciò la campagna degli obiettivi del millennio per ridurre del 50% la fame entro il 2015. C’è stata una significativa riduzione, ma non sufficiente.
La percentuale di popolazione malnutrita, ha sottolineato Senauer, è tripla rispetto a quella dei paesi sviluppati. Le famiglie più povere nei paesi poveri arrivano a spendere il 60/70% del loro budget mensile. Eppure il prezzo del cibo è andato nettamente diminuendo negli ultimi 50 anni, così come l’aumento dei territori coltivati, quello che aumenta è la volatilitá dei prezzi e questo penalizza i più poveri.
Lo sviluppo degli ultimi 25 anni (molto meno ora) ha diminuito diseguaglianze tra paesi, ma le ha incrementate per i paesi più poveri.
Gli stati hanno un ruolo nel ridurre la diseguaglianza tra i propri cittadini, ma gli interventi massicci per la redistribuzione hanno avuto effetti disastrosi, come la grande marcia di Mao o il tentativo di Chavez in Venezuela.
Gli economisti pensano che la strada da seguire sia quella dell’inclusione sociale dei poveri.
I poveri, secondo Senauer, non lo sono perchè sono pigri o svogliati: la povertá richiede un duro lavoro fisico per sopravvivere.
La povertá globale cresce come problema urbano, l’agricoltura è un’importante strumento di sviluppo per i poveri, ma i paesi più poveri sono ancora quelli agricoli poco sviluppati e con un’agricoltura di sussistenza.
Il professore ha inoltre messo in guardia riguardo le conseguenze di uno sviluppo non sostenibile sull’agricoltura, soprattutto per i paesi più poveri, dall’aumento della temperatura all’innalzamento dei mari.
La crescita economica è fondamentale per superare la povertá, ma l’attuale forma di sviluppo mette in seria discussione l’ambiente e la vita stessa di molte persone, soprattutto nei paesi poveri.
Serve una nuova forma di crescita globale sostenibile per affrontare un futuro migliore.

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