Diario di Expo 12 maggio – i problemi di Pianeta Lombardia

12 maggio 2015 di fabio pizzul

Torno ad occuparmi dello spazio di Regione Lombardia ad Expo.

“Con Pianeta Lombardia vogliamo stupire il mondo”. Erano le parole con cui il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni lo scorso 29 aprile presentava il Padiglione della Regione nel sito Expo. All’ingresso due ologrammi daranno il benvenuto nel padiglione. Sono Teodolinda e Virgilio che interagiranno con i visitatori alla scoperta dei tesori della regione tra arte, natura, enogastronomia, moda, design e innovazione. In un primo momento i due ologrammi parleranno in italiano, in inglese e nel linguaggio dei segni. Poi è prevista l’aggiunta di altre cinque lingue, e cioè il francese, lo spagnolo, il cinese, l’arabo e il russo.
Subito dopo, raccontava Maroni, i visitatori entreranno in Piazza Lombardia e avranno a disposizione un tour immersivo virtuale di presentazione dei patrimoni dell’Unesco presenti sul territorio. Lo potranno fare grazie a speciali occhiali che li lanceranno in una realtà virtuale (in dotazione al debutto saranno tre, poi se ne aggiungeranno altri). Non solo. Agli spettatori basterà fissare punti attivi presenti negli ambienti 3D per essere ‘teletrasportati’ attraverso epoche storiche, capolavori artistici, eccellenze enogastronomiche e siti Unesco.

Ed ecco la reazione della collega consigliera regionale del Patto Civico Lucia Castellano registra ieri dall’Huffington Post dopo sua la prima visita a Pianeta Lombardia:

“Devo dire che la visita al padiglione della regione Lombardia suscita una certa pena, acuita dal contrasto con lo scenario circostante. Sembra proprio la dimostrazione plastica che Roberto Maroni e il suo governo di centrodestra non sono stati all’altezza della sfida, nemmeno in questa occasione. Dopo oltre una settimana dall’inaugurazione dell’Expo il padiglione Lombardia non solo non è pronto, ma appare lontano dal proporre un programma dignitoso. “Questo è un allestimento temporaneo” risponde un funzionario a chi entra nel padiglione, quasi a giustificare la povertà espositiva proposta dalla regione che ospita questo evento internazionale. Al piano terreno c’è una stanza spoglia, con dei tavolini a forma di rosa camuna, lo stesso simbolo della regione che ammorba l’intero edificio tanto è esposto e ripetuto, quasi che la terra di Manzoni e Caravaggio, di Sant’Ambrogio e Testori non avesse nulla da mostrare.
Sui muri scorrono immagini di vigneti, prodotti locali, chiese e officine. Immagini che, si suppone, dovrebbero sintetizzare la vocazione economica e culturale della Lombardia. Sui tavolini sono buttati lì volantini, scritti anche in inglese, per invitare gli stranieri a investire in Lombardia, presentata come “un ponte tra Europa e Mediterraneo”. Forse si può salire al primo piano, magari c’è qualche cosa di meglio? No, sopra non si può andare. C’è da restare allibiti. Questa sarebbe l’immagine da proporre agli stranieri della regione Lombardia? Un mese prima dell’inaugurazione, nel suo Expo tour propagandistico, il presidente Maroni aveva annunciato: “Faremo vedere al mondo che la Lombardia non sono solo i capannoni e i sciur Brambilla, ma siamo una terra bellissima, ricca di eccellenze e di cultura”. Il programma era condivisibile, il risultato, almeno per ora, è degno di una fiera leghista sul prato di Pontida”.

Come se non bastasse, come riferisce Repubblica, Pianeta Lombardia ieri è rimasto chiuso tutto il giorno per consentire l’installazione dell’impianto di aria condizionata.
Il caldo anticipato, con temperature anche di 6 gradi sopra la media del periodo, ha creato in effetti molti problemi ai visitatori. Speriamo che i resposabili del sito corrano ai ripari, perché l’estate milanese sa essere davvero pesante dal punto di vista di caldo e afa.
Tornando a Pianeta Lombardia, oggi era già aperto al pubblico, mentre lo spazio al primo piano, a disposizione per incontri riservati con le delegazioni ufficiali, dovrebbe essere finalmente aperto domani.
Dalla regione si precisa comunque che il vero volto di Pianeta Lombardia sarà svelato solo venerdì 29 maggio, festa della Lombardia, giorno in cui, forse, risuonerà anche l’inno della regione di cui, al momento, si sono perse le tracce dopo l’anteprima di dello scorso dicembre al Pirellone.
Attendiamo.

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