I pendolari del Nord Milano e il trasporto autostradale

27 marzo 2015 di fabio pizzul

Sopprimere una tratta di autobus può sembrare logico, sulla carta. Ma è un’operazione che rischia di complicare, se non sconvolgere la vita di centinaia di persone.
Ho ricevuto nei giorni scorsi una segnalazione riguardo la linea che collega Milano Lampugnano a Bergamo attraverso l’autostrada: dal 6 aprile non verrà più effettuato il tratto urbano della A4 con un nuovo capolinea “milanese” fissato a Sesto FS.
Mi permetto di riprodurre la lettera della pendolare cormanese per sollecitare maggiore attenzione a questi servizi. Ho scoperto poi che la vicenda è, almeno per il momento, rientrata e che le corse sono state ripristinate.
Non metto in dubbio che anche nei trasporti ci sia da tagliare qualcosa, si lascino però almeno in pace i pendolari!

Sono una pendolare che ogni mattina prende il pullman della linea NET (Nord Est Trasporti, http://www.nordesttrasporti.it/ ) z301 da Cormano per andare a lavorare a Bergamo. Una dei tanti pendolari che utilizzano questa linea: persone che da Milano e hinterland, in zone non servite da treni o metropolitane, devono recarsi ad Agrate, a Cavenago, a Trezzo, a Capriate, a Dalmine, a Bergamo per studiare o lavorare in fabbrica, in ospedale, in ufficio.

Tutte persone che finora, nonostante le riduzioni delle corse attuate più volte negli scorsi anni, si sono adattate con sacrifici, sia per loro sia per le proprie famiglie, ad uscire prima dell’alba e rientrare sempre più tardi.
Tutte persone che finora hanno evitato di intasare l’autostrada A4 con le proprie auto (ammesso che tutti ne abbiano una a loro disposizione e che possano permettersi di pagare ogni giorno carburante e pedaggio, cosa che per esempio a me non è data).

Non so se Lei conosce la particolarità di questa linea: la z301 percorre l’autostrada A4, facendo fermate in prossimità dei caselli ma senza uscire e rientrare; questo fa si che la circolazione del pullman sia rapida, gli utenti non devono transitare dal centro di nessuna città e non aggravano il traffico locale. Tutti, nel complesso, ne traggono vantaggio.

Da alcune settimane circolavano voci su ulteriori tagli del servizio, finché stamattina la minaccia è diventata reale: sul sito della NET è comparso l’avviso ufficiale (il comunicato dei nuovi orari) secondo il quale dal 6 aprile “in attuazione della Delibera Regionale n°3007 del 9/1/2015 relativa alla razionalizzazione del Trasporto Pubblico Locale, la linea termina a Sesto San Giovanni FS/M1”. Questo significa che le fermate di Lampugnano, Milano e Cormano saranno soppresse.
Certo, vengono garantite alcune corse tra Bergamo e Lampugnano, ma a causa degli orari stabiliti risultano inutili per noi pendolari, che dobbiamo timbrare il cartellino tra le 8 e le 9 del mattino.

A fronte delle nostre proteste ci è stato detto di adattarci, di essere un po’ elastici, di andare con altri mezzi a Sesto San Giovanni e di prendere l’autobus da lì, o di raggiungere una stazione del treno e usare quello.
Tutto ovviamente si può fare, avendone il tempo però: da un’ora di viaggio per raggiungere Bergamo attualmente, ne occorreranno quasi due. Stessa cosa al ritorno.
Il tutto aggravato dal traffico intenso delle ore di punta nelle città. Città che fino ad ora venivano risparmiate da questo ulteriore traffico in entrata.

Se si trattasse di un viaggio saltuario, per andare in vacanza o fare una gita di piacere, chiunque sarebbe disposto a passare due ore in più in totale sul pullman; ma non è sostenibile doverlo fare ogni giorno per andare a lavorare, e di questi tempi il lavoro non si trova facilmente, tanto meno vicino a casa.

Abbiamo chiesto spiegazioni alla società NET, gestore della linea, la quale ci ha risposto che sono state tagliate solo le tratte usate da pochi viaggiatori. Ma non siamo pochi, ATM ha fatto diversi sondaggi a bordo nei mesi scorsi, e prova dell’elevato sfruttamento della linea è anche il fatto che diverse volte gli autisti non fanno salire i passeggeri alle fermate perché non ci sono abbastanza posti sul pullman.

Da questa mattina a bordo sono cominciate le prime proteste e una raccolta di firme che verrà presentata in Regione per chiedere il ripristino del servizio.

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