Localismo e pochi soldi: i fichi secchi lombardi per lo spettacolo

25 marzo 2015 di fabio pizzul

Un calo significativo delle risorse, poco respiro internazionale ed europeo, spazi da risistemare più che da sostituire con altri nuovi e un vero e proprio commissariamento dell’assessorato regionale alla Cultura, seppure momentaneo, da parte di Vittorio Sgarbi. La delibera quadro triennale in materia di spettacolo della Giunta Maroni non può lasciarci tranquilli, per questo come Pd abbiamo scelto di astenerci ieri quando è passata al vaglio del Consiglio regionale.

Una scelta seguita alla decisione della maggioranza di accettare un ordine del giorno del Pd in cui si chiede di impegnare la Giunta a cercare sempre più risorse per gli spettacoli.
In Commissione Cultura abbiamo votato contro, ma adesso riconosciamo un piccolo passo avanti.
Non mancano poi dei paradossi al limite del comico: si parla tanto di promozione di identità locale in questa delibera e poi lo spettacolo centrale di Expo sarà il Cirque du Soleil.
E, a proposito di Expo, mi auguro che il commissariamento dell’assessorato alla Cultura da parte di Vittorio Sgarbi sia a tempo e l’assessore Cappellini possa riprendere pienamente le sue funzioni quanto prima.

Per tornare alla delibera triennale, obiettivamente le risorse a disposizione del mondo degli spettacoli lombardo sono ben scarse. So che questo è un cruccio anche dell’assessore, ma questo nulla toglie alla carenza di soldi a bilancio.
Tra un mese, abbiamo un’occasione importante come l’Expo, per mettere davvero in vetrina la capacità di una regione di dimostrarsi all’avanguardia in questo settore. Purtroppo sarà un’occasione sprecata.
La giunta Maroni continua a enunciare la necessità di preservare e promuovere le identità locali, ma mi pare che, anche nel settore dello spettacolo, questa sia più una bandiera da sventolare che una strategia vera e propria. Diventa complicato capire quali sono gli strumenti e la dimensione corretta delle identità locali da valorizzare. Bisogna stare attenti a non cadere nel localismo che sarebbe di cortissimo respiro. È necessario perciò fare promozione a livello internazionale ed europeo, inserendo la Lombardia in un circuito più ampio per attirare produzioni di ambito italiano ed europeo che mettano qui le basi.
Mi parrebbe, perciò, più opportuna un’ottica ampia che renda realmente questa regione un punto di aggregazione, snodo e confronto tra diverse culture, anche attraverso il mondo dello spettacolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *