Poveri bimbi di Milano, soprattutto negli ospedali!

12 febbraio 2015 di fabio pizzul

Nel 1981 Francesco Guccini cantava “poveri bimbi di Milano” nel suo Metropolis.
Affermazione che assume un’attualità inquietante, soprattutto se calata nel delicato mondo della sanità.
Un neonato o un bimbo in età pediatrica che avesse la necessità di rivolgersi al sistema di cure pediatriche a Milano rischia di trovare brutte sorprese. Con buona pace di genitori che si sentono impotenti e spesso anche umiliati.
Da mesi in regione si parla di riforma del sistema sanitario accapigliandosi su modelli di governance e ripartizioni territoriali di competenze. Sarebbe importante non perdere di vista quello che accade (o non accade) quotidianamente negli ospedali della metropoli che tra pochi mesi ospiterà il mondo e non di una sperduta e dimenticata landa di qualche regione sottosviluppata.
Rilancio, a questo proposito, un comunicato/denuncia del consigliere comunale del PD a Milano Alessandro Giungi.
Non c’è molto da aggiungere.

Ormai da molti giorni le strutture di Pronto Soccorso degli ospedali milanesi sono al collasso: fino a sette ore di attesa prima di poter essere visitati, con la successiva e concreta possibilità di finire su una barella, anche per un giorno intero, nell’astanteria del Pronto Soccorso, prima di venir ricoverati in reparto. Tale vergogna colpisce, in primis, le persone che più meriterebbero rispetto e assistenza: anziani e minori.
Addirittura, le pediatrie milanesi hanno finito i posti-letto e sono costrette a cercare, per i giovanissimi pazienti, un ricovero in ospedali fuori città.
Ciò significa che, nel momento in cui un minore, da intendersi anche come un neonato, arriva in un Pronto Soccorso pediatrico milanese, anche con una gravissima patologia, lì viene semplicemente “stabilizzato”, per poi essere mandato in altra struttura pediatrica, anche fuori città.
Tutto ciò, va avanti, lo si ripete, da giorni/settimane nella più completa indifferenza dei vertici della Regione Lombardia, ovvero l’Ente Locale che, normativamente, ha la competenza sulla Sanità regionale.
Qualcuno poi, dovrebbe informare il governatore Maroni che, quantomeno nella Città di Milano, i genitori dei bimbi appena nati non riescono neppure a trovare un pediatra cui iscrivere il proprio figlio, avendo i pediatri “di famiglia” raggiunto la cifra massima di 1500 assistiti.
Deve poi segnalarsi una drammatica carenza di materiale sanitario all’interno delle pediatrie o, almeno, in alcune di esse, dove è richiesto ai genitori, financo di procurarsi i pannolini per i figli neonati.
Ci si chiede, allora, come siano impiegati i 17 mld di Euro che, come da bilancio regionale preventivo, sono stati stanziati per l’anno 2015 relativamente alla Sanità lombarda.
Chissà se Maroni sentirà l’esigenza di occuparsi di questi temi, tralasciando inni e sciocchezze varie.

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