Altropallone 2014: lo sport che fa bene da Nairobi a Torino

26 gennaio 2015 di fabio pizzul

Bruno Cerella, guardia dell’EA7 Milano, ha ricevuto oggi il 18° premio Altro Pallone.
Con lui, per il premio S-pace, è stata premiata anche l’ASD Onlus “Balon Mundial” di Torino.
Alla presenza dell’assessora allo sport di Milano Chiara Bisconti e del vicesindaco della Città Metropolitana Eugenio Comincini, il presidente della giuria Gianni Mura ha sottolineato come l’appuntamento annuale con l’Altro Pallone sia un modo concreto per dare spazio alla funzione sociale dello sport che troppo spesso viene dimenticata dai grandi mezzi d’informazione.
Il sito ufficiale di Altropallone

Ma veniamo alle motivazioni dei premi.

Bruno Cerella, argentino con cittadinanza italiana, è stato premiato per il suo impegno in “Slum Dunk” (gioco di parole che fa riferimento al nome inglese della schiacciata – slam dunk – e lo altera in slum, ovvero baraccopoli).
Dal 2011 Cerella, dopo un viaggio a Nairobi, ha sostenuto un progetto di solidarietà, educazione, formazione e aggregazione nella baraccopoli di Mathare. E’ stato costruito un vero e proprio centro per il basket con un campo all’aperto, aule e altre strutture in cui operano istruttori ed educatori che hanno coinvolto e avviato ai rudimenti del basket oltre 70 ragazzi della baraccopoli.
Anche in situazioni di estremo disagio e povertà lo sport può, forse più di altri interventi strutturati, offrire occasioni di riscatto e socialità. Piccoli passi che hanno però un valore enorme proprio là dove sembra che domini solo quella che papa Francesco ha efficacemente definito la “cultura dello scarto”.
Il nuovo sito di Slums Dumk (ancora in costruzione)
La pagina Facebook – molto attiva

Con “Balon mundial” ci spostiamo più vicino a casa nostra, per la precisione a Torino, dove, dal 2007 si svolge ogni anno un torneo di calcio per migranti che è in breve tempo diventato il più partecipato d’Europa. Decine di squadre di diverse nazionalità per complessivi 7000 atleti sono coinvolti in attività che vanno dal torneo di calcio vero e proprio al calcio femminile, dal cricket al food Mundial per arrivare a progetti di inserimento lavorativo e a manifestazioni di cultura etnica. Un gruppo di giovani presieduto dal 28enne Tommaso Pozzato, che ha ritirato oggi il premio, ha dato vita a un progetto davvero unico capace di creare un network con enti e realtà associative a livello locale e internazionale. Un esempio di come lo sport possa diventare un potente catalizzatore di buone pratiche e buone relazioni sul territorio. E le partite di “Balon Mundial” si trasformano sempre in grandi occasioni di festa e confronto interculturale.
Il sito di BalonMundial

Due bei modi per ribadire come il bilancio sociale dello sport, anche lontano dai riflettori dei grandi media, sia sempre in attivo.

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