La falsa partenza della riforma sanitaria di Maroni

14 gennaio 2015 di fabio pizzul

Colpo di scena in commissione sanità: la riforma scritta dal leghista Rizzi (presidente della stessa commissione) è tutta da rifare. E molti, anche nella maggioranza, ridono sotto i baffi.

Nell’odierna seduta della commissione lo stesso Fabio Rizzi ha ammesso che il testo di riforma approvato dalla giunta il 23 dicembre scorso non è conforme al regolamento consiliare (le cui modifiche, approvate a fine ottobre sono entrate in vigore dal primo gennaio) e pertanto non può essere incardinato. In altre parole, deve essere riscritto affinché sia in forma di modifica del testo unico della sanità anziché come testo autonomo. Non basta: dovrà essere corredato da una relazione di compatibilità economica che espliciti in modo dettagliato l’impatto economico sul bilancio regionale.
Pronti i commenti dei consiglieri Pd in commissione: “Sono dilettanti allo sbaraglio” – dice Alessandro Alfieri, segretario regionale PD – “Una gestione così superficiale di una riforma tanto importante non si era mai vista. Ora si blocca tutto e non sarà facile per Maroni trovare un nuovo punto di equilibrio con una maggioranza sempre più divisa. E intanto i lombardi continuano ad essere alle prese con gli stessi problemi”.
“La maggioranza è implosa e con queste condizioni la riforma della sanità rischia di non essere incardinata mai – aggiunge Carlo Borghetti, capodelegazione democratico in commissione sanità -. Solo per scrivere una relazione degli impatti finanziari di un sistema così complesso, e con un bilancio ridotto, gli uffici dovranno fare un lavoro enorme, e al contempo occorre riscrivere tutto il provvedimento in forma di modifica del testo unico esistente. Un infortunio non da poco, che è sintomo di un malessere evidente nella maggioranza”, dice Borghetti.
“La maggioranza è divisa non solo su questioni formali ma anche sul metodo di lavoro con cui procedere – aggiunge la vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi -. Il presidente Rizzi ha il dovere di proporre alla commissione un metodo di lavoro che sia trasparente e condiviso. Ricordo peraltro che c’è già depositato da luglio il nostro progetto di legge. Quando avremo il testo definitivo della giunta si facciano le audizioni, com’è logico fare”.
Ultima notazione, se mi consentite, di colore: in commissione allo smarrimento di larga parte della maggioranza ha fatto riscontro un atteggiamento a metà tra il soddisfatto e il sornione di NCD che da giorni afferma di voler presentare un proprio progetto di riforma.
E anche Forza Italia presenterà un proprio progetto di legge.
E pensare che Maroni aveva dichiarato che tutto sarebbe stato pronto per la fine del 2014…

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