Nuovo ISEE, un aiuto concreto alle famiglie?

11 gennaio 2015 di fabio pizzul

Di famiglia si parla molto e spesso a sproposito. Confesso di aver elaborato una sorta di allergia per le dichiarazioni di principio e i grandi discorsi che poi non si traducono in politiche concrete. La famiglia va accompagnata e sostenuta più che proclamata a gran voce e poi abbandonata al suo destino. Nell’ottica di un sostegno concreto alla famiglia, dal 1° gennaio è entrato in vigore il nuovo indice ISEE. Ma sarà davvero un vantaggio per le famiglie?

Le principali novità del nuovo modello Isee 2015 (che sarà presto fornito precompilato) comprendono l’ampliamento delle tipologie dei redditi ammessi ed una maggiore rilevanza al nucleo familiare, soprattutto in presenza di eventuali figli disabili.
L’obiettivo della revisione dell’indicatore è di migliorare l’equità sociale a favore delle famiglie più numerose e disagiate. Per evitare false dichiarazioni, verranno ridotte al minimo le autocertificazioni.
Il contribuente riceverà l’Isee precompilato con le informazioni ricavate facendo accesso alla banca dati dell’Anagrafe Tributaria (giacenze medie dei conti correnti, mutui casa, ecc.). Come ulteriore semplificazione potrebbe essere previsto l’invio dell’Isee ai centri che lo richiedono come università, Comuni e scuole direttamente da parte dei Caaf (oggi il servizio di rilascio della certificazione è interamente a carico dell’Inps).
Al fine di valutare meglio l’effettiva situazione economica della famiglia, nel nuovo calcolo ISEE vengono incluse nuove forme di reddito, comprese quelle fiscalmente esenti. Al reddito complessivo ai fini IRPEF dovranno essere sommati, ad esempio, i redditi da lavoro dipendente prestato all’estero, assegni di mantenimento dei figli effettivamente percepiti, trattamenti assistenziali, redditi fondiari, redditi figurativi di attività finanziare…
Dal valore aggregato di tutti i redditi si sottraggono gli assegni periodici corrisposti al coniuge e ai figli e si operano ulteriori decurtazioni per redditi da lavoro dipendente (20%, fino ad un massimo di 3.000 euro), le pensioni e i trattamenti assistenziali, previdenziali e indenni tari (fino ad un massimo di 1.000 euro), i redditi agrari, gli affitti (fino a 7000 euro).
Il patrimonio immobiliare sarà pari al valore dei fabbricati, delle aree fabbricabili e dei terreni, intestati a persone fisiche non esercenti attività d’impresa, quale definito ai fini IMU al 31 dicembre dell’anno precedente. Per ciascun fabbricato, area o terreno, si detrae, fino a concorrenza, l’ammontare dell’eventuale debito residuo alla data del 31 dicembre dell’anno precedente per mutui contratti per l’acquisto dell’immobile o per la costruzione del fabbricato.
Per le case di proprietà, se è stato contratto un mutuo, non si considera l’intero valore della casa ma solo la parte che supera l’importo del mutuo residuo. Il valore della casa di abitazione non è considerato nel reddito se ha un valore ai fini IMU inferiore alla soglia di 52.500 euro, incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo.
Il nuovo ISEE tiene conto, come si diceva, anche dei costi sostenuti da persone con disabilità o non autosufficienti, introducendo franchigie differenziate sulla base dell’entità dell’inabilità dei soggetti.
Le persone non autosufficienti potranno dedurre tutte le spese per l’acquisizione, diretta o indiretta, dei servizi di collaboratori domestici e addetti all’assistenza personale o per la retta dovuta per il ricovero presso strutture residenziali.
Vi ho fatto un elenco lungo e un po’ tecnico, anche se non completo, di quelle che sono le caratteristiche del nuovo ISEE per ribadire come sia questa la strada da percorrere: meno dichiarazioni di principio e più provvedimenti concreti.
C’è chi sostiene che l’applicazione del nuovo ISEE possa escludere dalle agevolazioni circa 1/5 delle famiglie che fin qui ne hanno usufruito. Io mi auguro che possa invece contribuire a indirizzare un po’ meglio le agevolazioni, perché queste possano toccare a chi ne ha davvero bisogno.
Ogni provvedimento deve essere valutato sulla base degli effetti della sua applicazione. Faremo dunque i conti tra qualche mese, ma mi permetto di dire che, teoricamente, il nuovo ISEE potrebbe essere una buona notizia per le famiglie italiane.

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