Nuove province: deleghe senza quattrini

30 dicembre 2014 di fabio pizzul

Come annunciato e come stabilito dalla legge Delrio, la giunta lombarda ha approvato oggi un disegno di legge che stabilisce quali deleghe saranno attribuite alle nuove province o, per meglio dire, enti di area vasta.
E Maroni fa il pesce in barile puntando il dito contro Roma.

Poche le novità, se si fa eccezione per il mantenimento in capo alla regione delle competenze su agricoltura, caccia, pesca e foreste, un pacchetto molto significativo di fondi, anche in riferimento ai finanziamenti europei.
Rimangono intatte le deleghe provinciali per la Cittá metropolitana e per la provincia di Sondrio cui viene attribuita un’autonomia speciale per le sue caratteristiche montane e di confine.
Scelte annunciate, che tolgono alle nuove province competenze importanti e delicate come quelle agricole, lasciando però senza soluzione il problema dei finanziamenti. Maroni e il sottosegretario Nava si scagliano nuovamente contro Roma, che secondo loro dovrebbe garantire i soldi alle province per le deleghe assegnate, ma dimenticano che la regione non può chiamarsi fuori delegando funzioni e trattenendo risorse.
Quello approvato oggi in giunta era un passaggio obbligato che non chiude la partita.
La sensazione è che Maroni abbia tutto l’interesse a boicottare le nuove province e la Cittá Metropolitana e voglia farlo “affamando la bestia”. Vedremo se e come riuscirá a sostenere questa discutibile posizione di fronte al governo.
Comprensibile l’agitazione dei presidenti delle province, che si trovano in mano una vera e propria patata bollente con un rischio dissesto davvero dietro l’angolo.
Maroni gongola pensando di poter addossare le colpe a Renzi. Non mi pare un atteggiamento istituzionalmente responsabile, ma purtroppo non è una novitá.

il comunicato della Giunta

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