Il rimpasto di san Siro

11 dicembre 2014 di fabio pizzul

Lo chiamerò rimpasto di san Siro, in omaggio al patrono di Pavia la cui memoria cade proprio il 9 dicembre, giorno in cui Maroni, dopo settimane di annunci e smentite, ha annunciato il secondo cambio in 8 mesi per la sua Maroni.
Il patrono di Pavia non è stato però propizio all’unico pavese che sembrava destinato a entrare in Giunta.
Maroni pare anche riuscito nell’impresa di scontentare tutti. Non era facile.

E’ una faccenda tutta interna a Forza Italia, con gli ormai ex assessori Paola Bulbarelli alla casa e Alberto Cavalli ai trasporti e infrastrutture in uscita e Fabrizio Sala e Alessandro Sorte in entrata con l’assunzione delle deleghe precedenti. Cambiano anche i sottosegretari. Esce Maurizio Del Tenno, già assessore defenestrato al primo rimpasto, entrano Giulio Gallera, con la delega alla Città Metropolitana e ad Aler Milano, e Alessandro Fermi con deleghe all’attuazione del programma e ai rapporti con l’Europa.
Cresce Mari Cristina Cantù che ai servizi sociali annette anche le pari opportunità.
Nulla di fatto in casa Lega: l’annunciato arrivo in Giunta del leghista pavese Angelo Ciocca (tenuto fuori dall’Europa per la scelta del collegio Nord Ovest da parte di Matteo Salvini) non ci sarà. L’impressione è che il gruppo della Lega abbia dovuto far buon viso a cattivo gioco e che quello di Maroni sia un piccolo sgarbo a Salvini, ma forse mi sbaglio.
Malumori evidenti da parte dell’NCD che prende atto della sottrazione della Città Metropolitana alle deleghe del proprio sottosegretario Nava e parla esplicitamente di problema politico.
Il rimpasto è stato presentato come valorizzazione degli eletti di Forza Italia, ma ha il sapore di una bocciatura per quanto fatto fin qui dalla Giunta e di una certificazione della debolezza di Maroni alla guida della Lombardia.
Lo ha sibilato in modo velenoso anche l’illustre ex di Palazzo Lombardia Formigoni che in tweet ha scritto: “Sembra che il 2* rimpasto della Giunta Maroni in 18 mesi non sia riuscito bene. Peccato, una grande regione avrebbe bisogno di guida forte”.

C’è da credere che questo non sarà l’ultimo tentativo di Maroni di tenere buona la sua riottosa maggioranza.

Un mio video commento.

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