Via Padova 36, una bella idea divenuta realtà

21 novembre 2014 di fabio pizzul

Nel bel mezzo di una delle vie ritenute più degradate di Milano, prende il via un progetto che ci parla di periferia in un modo nuovo e costruttivo. Nei giorni della tensione sugli alloggi popolari è un messaggio che non può passare inosservato.
Nel maggio 2012, in occasione di Family 2012, erano state consegnate simbolicamente le chiavi dello stabile a papa Benedetto XVI. Oggi, a due anni di distanza, “Via Padova 36” diventa un esempio di come si possa gestire l’abitare in una situazione periferica di Milano. 41 alloggi, un residence sociale da 22 posti, due progetti pilota di imprenditoria sociale commerciale (un negozio di abiti riciclati e una caffetteria equo e solidale). Una bella idea, mi pare…

Il progetto coinvolge Fondazione Cariplo, Regione Lombardia (con un finanziamento di 1,5 milioni), abitare Sociale Metropolitano (che raccoglie diverse cooperative sociali da anni attive a Milano, da La Strada a Chico Mendes), Polaris Real Estate (un fondo di investimenti immobiliari per l’housing sociale) e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana. La sfida è quella di proporre un modello di gestione sostenibile e di progetto di cultura dell’abitare all’insegna dell’integrazione.
Via Padova 36 non vuole essere solo un’esempio di come si possa gestire uno stabile popolare all’insegna dell’eccellenza sociale, ha l’ambizione di proporre un modello replicabile anche altrove.
Certo, qui le condizioni sono state davvero favorevoli, auspice anche il clima creato dall’evento Family 2012, con Fondazione Cariplo che ha destinato 1,5 milioni di € ad Abitare Sociale Metropolitano e Regione Lombardia che ha versato a Polaris Real Estate SGR 1,5 milioni per la costruzione di 8 alloggi per famiglie immigrate e 7 alloggi per famiglie in difficoltà.
La Biblioteca Ambrosiana, da parte sua ha messo a disposizione lo stabile che era parte di una donazione ricevuta dallo scultore Marco Mantovani che ha dato vita anche alla Fondazione Mantovani la cui sede è proprio in via Padova 36 in una palazzina alle spalle dello stabile recuperato.
Un bell’esempio di collaborazione tra diverse realtà del territorio.

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