Bande musicali: come un timbro può complicare la vita nell’era di Internet

6 novembre 2014 di fabio pizzul

Le bande musicali rappresentano un patrimonio tradizionale di tantissime comunità locali del territorio, non solo lombardo. Basate sul volontariato, le bande avvicinano alla musica molti giovani e custodiscono un repertorio che spazia dalla musica colta (reinterpretata in chiave popolare) alla tradizione musicale legata a luoghi ed eventi di cui è fondamentale mantenere la memoria.
Non è facile tenerle in piedi e, se alle difficoltà economiche si aggiungono gli ostacoli burocratici…
Come tutte le iniziative che sono legate alla musica, anche quelle delle bande sono soggette al controllo della SIAE, la società italiana autori ed editori, che tutela e gestisce gli interessi di coloro che compongono musica e che vivono di questo. Attività sacrosante, ma perché deve trasformarsi in una sorta di percorso ad ostacoli per coloro che vogliono rispettare le regole?

Rilancio qui di seguito un testo che ho ricevuto da un volontario che si occupa di organizzare l’attività di un corpo bandistico. Descrive in modo efficace gli adempimenti burocratici a cui deve ottemperare chi vuole proporre concerti o altri momenti musicali sul territorio. Non si chiede alla SIAE di fare un passo indietro, ma almeno di prendere atto che esistono i computer e la rete ed agire di conseguenza. Vi pare possibile che all’indomani di ogni concerto ci si debba recare presso un ufficio che è aperto due ore (solo al mattino) per fare apporre un timbro su un modulo?
Vi lascio alla lettura del testo e spero che qualcosa si muova per far sì che l’attività delle bande musicali diventi un po’ meno complicata.

Sono un giovane componente del consiglio di gestione di una BANDA. Giovane per esperienza gestionale di una BANDA , ma non giovane per età. Mi occupo dei rapporti con gli enti esterni. I contatti con la SIAE sono però appannaggio di un collega, che da tempo immemorabile svolge questo incarico con puntualità e correttezza.
Mi è mai sfuggito però il disagio e il tempo che tale impegno richiedeva. Quando fornivo suggerimenti finalizzati all’ottimizzazione del rapporto mi veniva costantemente risposto che non si poteva far diversamente: quelle erano le ferree regole ormai consolidate da una lunga prassi.
Per curiosità recentemente ho voluto sostituire il collega. Si era presentata l’occasione che mi avrebbe consentito di conoscere da vicino questo mondo. Si doveva gestire un evento che prevedeva la compartecipazione di un coro alpino in una delle nostre abituali manifestazioni.
Dopo il primo contatto con la SIAE sono ritornato a casa con molti interrogativi.
Mi sono chiesto : “Ma possibile che un ente di questo calibro abbia una struttura periferica che lavora con strumenti obsoleti e metodi desueti? Possibile che non ci sia da parte dell’ente centrale nei confronti di noi suoi clienti la sensibilità ,che meritiamo, finalizzata alla semplificazione del rapporto col conseguente contenimento dei costi?”.
Non conosco il numero delle BANDE attive in Italia. Gradirei molto calcolare il risparmio conseguibile a livello nazionale qualora si facesse uso di procedure e di strumenti operativi che la moderna tecnologia ci offre.
Per far questo è necessario percorrere l’iter burocratico che governa i rapporti BANDA-SIAE . Per semplicità do per scontato che nel settore artistico non sia in vigore il regionalismo per la raccolta dei diritti d’autore. Immagino quindi che tutte le BANDE debbano osservare le stesse regole dalle Alpi alla Sicilia. Solo in questo modo saremo in grado di stimare il costo attuale del rapporto e il valore dell’eventuale suo abbattimento.
In genere a gennaio la BANDA sottoscrive con la SIAE il contratto di collaborazione col quale definisce il numero massimo delle esibizioni programmate per l’anno.
Per far questo un responsabile della BANDA si reca presso la filiale di riferimento della SIAE . Qui compila la sua richiesta e paga naturalmente l’importo previsto per il rinnovo del contratto. In cambio ottiene un documento, comunemente chiamato “permesso”, da usare per la comunicazione delle manifestazioni da gestire nel corso dell’anno. Se la BANDA , per esempio, pensa di non superare 15 prestazioni riceve un foglio con 15 caselle. Ognuna di queste caselle verrà associata ad una prestazione.
Nella imminenza della manifestazione, il responsabile della BANDA si presenta presso la filiale della SIAE con il cosiddetto “permesso”. Sulla prima casella ancora vergine annota la data e il luogo di esecuzione. Vi appone inoltre la sua firma. Ritira poi un foglio sul quale annoterà i brani di futura esecuzione.
L’operatore SIAE a questo punto concede il proprio benestare a procedere e lo manifesta mediante l’apposizione di un timbro sulla casella antecedentemente indicata.
Durante la esibizione il responsabile della BANDA o un suo incaricato annota sul foglio i brani eseguiti indicando l’autore e il titolo del brano. Ad esibizione conclusa ,in uno dei giorni successivi, il rappresentante della BANDA torna presso l’ufficio della SIAE per rilasciare il documento compilato secondo la modalità prevista.
Può darsi che la BANDA nel corso dell’anno maturi la necessità di superare il numero delle manifestazioni concordate all’inizio dell’esercizio. In questo caso il suo responsabile ritorna presso la filiale, chiede l’ampliamento del contratto, paga il supplemento previsto e riceve un ulteriore foglio con 15 caselle.
Come si vede è un continuo insopportabile andirivieni dalla sede della BANDA alla filiale della SIAE. (…)

A questo primo inconveniente dobbiamo aggiungerne un secondo più pesante. L’ufficio è aperto solo al mattino per 2 ore e trenta. I componenti e i consiglieri della BANDA sono in genere studenti o lavoratori. Allo studente non è possibile affidare l’incarico di operare per conto della BANDA perché perderebbe una o più lezioni.
Allora ci si rivolge ad un componente lavoratore. Ma questo deve chiedere un permesso di almeno una o due ore. Se dovessimo applicare le tariffe orarie praticate dalla mia officina per la manutenzione auto ed esposte in grande evidenza all’entrata si può ottenere il costo del mancato fatturato aziendale per l’assenza del dipendente. Dato che il costo orario richiesto dal mio meccanico è di 35 euro si ricava che il valore del permesso può oscillare da 35 a 70 euro cui va aggiunto il costo dell’uso dell’autovettura.
(…) E’ questo oggi un modo accettabile di dialogo?
Penso proprio di no. Se la filiale SIAE fosse messa nella condizione di avvalersi dei nuovi strumenti informatici gli utenti potrebbero compiere tutte queste operazioni senza doversi spostare da casa.
Per il rinnovo del contratto o per il suo ampliamento il calcolatore, se adeguatamente istruito, ti indica la somma da inviare alla SIAE per saldare il compenso che giustamente le compete.
La richiesta dell’autorizzazione di una esibizione può essere eseguita con una segnalazione tramite la posta elettronica certificata o con altre modalità ancor più semplici evitando il ricorso all’applicazione dell’antiquato timbro.
L’elenco delle prestazioni effettuate potrebbe essere compilato su una mappa video indicando gli estremi delle singole prestazioni (nome autore e titolo) prelevandoli in modo automatico dagli archivi informatici. Con questa operatività le stesse informazioni confluirebbero in modo automatico nelle banche dati della SIAE con grande contenimento di costi perché la SIAE eviterebbe la ribattitura a terminale di quanto oggi viene compilato sul modulo.
La SIAE si sta accorgendo che la tecnologia ha fatto passi da gigante? Se penso alla SIAE ho l’impressione di trovarmi di fronte ad un gigante , che incamera quotidianamente somme ingenti, ma che non ha alcun stimolo ad elevare il proprio livello qualitativo.
In un momento duro come questo è necessario mettere tutti gli attori , in particolare i più deboli, nella condizione di evitare qualsiasi spreco, anche il più insignificante.
Le risorse necessarie per la gestione dignitosa della BANDA si stanno sempre più affievolendo. Negli anni passati la BANDA poteva contare su risorse che le consentivano un andamento più tranquillo. Ora quelle risorse si sono dimezzate. La manutenzione degli strumenti langue, l’acquisto e l’aggiornamento delle divise sono sempre rimandati ad altri tempi.
(…)
Se non si cambia le BANDE continueranno sicuramente ad agire per inerzia, opereranno con ostinazione e coraggio. Ma presto questi requisiti potrebbero non bastare.
Siamo giunti alla conclusione.
Abbiamo i dati per calcolare il risparmio di cui la BANDA potrebbe fruire. Immaginiamo per semplicità 15 viaggi in andata e altrettanti in ritorno, per un totale di 30 viaggi in un anno, ipotizziamo un costo, sempre per semplificare di 35 euro per viaggio, la banda conseguirebbe il risparmio annuo di circa 1000 euro e il disagio conseguente difficilmente quantificabile. Moltiplichiamo questo per il numero della BANDE italiane. Fate voi ora questo calcolo. Solo così otterrete l’ammontare dell’enorme beneficio che ne potrebbe derivare. (…)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *