Il Museo di fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo: tutti lo apprezzano, nessuno lo sostiene.

11 ottobre 2014 di fabio pizzul

Dieci anni fa nasceva a Cinisello Balsamo il Museo della fotografia contemporanea, un’istituzione che ha saputo conquistare credibilità a livello nazionale ed europeo e che ha fornito un importante contributo alla conservazione e alla ricerca su un’espressione artistica che ha segnato indelebilmente la storia contemporanea.
Ora il Museo della Fotografia rischia un brusco stop, visto che, tra le diverse istituzioni che lo hanno accompagnato, è rimasto solo il comune di Cinisello Balsamo che, da solo, non può certo reggere il peso di una realtà che ha respiro nazionale.
Possono l’Italia, la Lombardia e Milano permettersi di perdere un’istituzione del genere?

E’ la domanda che il sindaco di Cinisello Balsamo Siria Trezzi ha rilanciato di fronte a numerosi esponenti del mondo della cultura e a qualche politico nel corso di una conferenza stampa ospitata dal Circolo della Stampa di Milano.
I dati numerici parlano chiaro.
Per i primi anni di vita il Museo ha potuto contare su un budget di 800.000 euro, garantiti da comune (400.000) e provincia di Milano (400.000). Dal 2010 in poi il contributo della provincia è sceso a 200.000 euro e quello di Cinisello a 300.000. L’attività, seppure ridimensionata, è potuta continuare comunque fino ad oggi, ma la Provincia di Milano non ha ancora stanziato i fondi promessi per il 2014 e il Museo corre il rischio concreto di dover liquidare gran parte del personale e dell’attività. Se a questo aggiungete la mancata sottoscrizione della nuova convenzione triennale (alla firma della provincia fin dallo scorso mese di febbraio), capite come sia in questione la stessa possibilità di continuare questa esperienza: la Città Metropolitana subentrerà ufficialmente dal 1 gennaio e, se non ereditasse la convenzione, si metterebbe a rischio la continuità e l’esistenza stessa del Museo.
Regione Lombardia merita qualche considerazione aggiuntiva.
Il Museo della Fotografia custodisce tre importanti fondi di proprietà della regione, oltre a circa 10.000 volumi. Il Museo in questi anni ha lavorato sul materiale di proprietà della regione garantendone la manutenzione e l’archiviazione digitale con una spesa complessiva che può essere calcolata il circa 150.000 euro all’anno. Bene, dalla regione il Museo non riceve alcun contributo.
Un gruppo di parlamentari milanesi, guidato dall’ex sindaco di Cinisello Daniela Gasparini, sta predisponendo una proposta di legge per il riconoscimento dello status di museo nazionale e il ministro Franceschini ha assicurato il suo impegno in merito.
Dal punto di vista culturale e scientifico, dal 2010 il museo sta segnando il passo e rischia un progressivo isolamento a livello internazionale dove in pochi anni ha già assunto un ruolo di assoluto rilievo europeo.
Vedremo ora chi e come risponderà all’appello del comune di Cinisello Balsamo.
Siamo certamente di fronte a un paradosso: tutti riconoscono il valore e il significato del museo, ma nessuno, al di là del comune che lo ospita, si prende carico del suo futuro.
L’obiettivo del Museo della Fotografia, come hanno efficacemente ricordato le direttrici Valtorta e Guerci, non è quello di sopravvivere con poche risorse, ma di produrre cultura. Altrimenti tanto vale smembrarlo a affidare ad altri il materiale lì custodito.
Sarebbe una grande sconfitta per il nostro Paese e uno dei modi peggiori per iniziare l’avventura della Città Metropolitana che nella cultura dovrebbe avere uno dei suoi punti di forza.
Vedremo che cosa accadrà nei prossimi giorni.
Personalmente sono curioso di capire se e come Regione Lombardia si muoverà, dopo che è già stata più volte sollecitata.

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