Può Garanzia giovani rispondere alla crisi di occupazione giovanile?

8 ottobre 2014 di fabio pizzul

Finanziato dall’Unione europea e implementato dalle singole regioni, Garanzia Giovani è il programma che ha l’obiettivo di aggredire il problema della disoccupazione giovanile.

I giovani inoccupati dai 16 ai 29 anni, per aderirvi devono anzitutto registrarsi sull’apposita piattaforma online nazionale www.garanziagiovani.gov.it.

A questo punto possono procedere a una seconda registrazione, in base alle regioni che intendono prendere in considerazione per il proprio percorso formativo e professionale. Al termine della registrazione, si viene inseriti in una delle 4 fasce di “aiuto” e a questo punto è possibile scegliere un ente tra quelli accreditati che supporterà il giovane lungo tutto il percorso d’inserimento lavorativo. Non è possibile scegliere più di un solo ente.

L’avvio di garanzia Giovani in Lombardia è stato totalmente dirottato su un altro programma già esistente, varato sempre a sostegno dell’occupazione, ovvero la Dote Unica Lavoro (DUL) che ha la necessità di spendere più risorse possibili entro metà 2015. Questa scelta sta rallentando di fatto l’avvio completo del programma nazionale varato a maggio.

Garanzia Giovani, dal canto suo, presenta anche altre criticità intrinseche, per esempio quelle riguardanti i tempi serrati previsti dal progetto: il processo di inserimento lavorativo (che può prevedere anche un programma di formazione preliminare) deve avvenire entro 4 mesi. Al termine di questo periodo, decade ogni possibilità per il giovane di rimanere all’interno del programma.

La Lombardia assorbirà un numero di giovani maggiore rispetto alle altre regioni, motivo per cui molti la scelgono come meta di destinazione anche se ancora non vi risiedono. Su 20.000 giovani attualmente iscritti sulla piattaforma lombarda del programma, infatti, solo poco più della metà sono residenti. Ovviamente, è immaginabile che almeno una parte di questi vivano già in Lombardia come studenti fuori sede o inoccupati in cerca di lavoro, ma è indubbio che questa regione rappresenti un’attrattiva e un’opportunità anche per coloro che ancora non ci vivono.

Ogni regione ha potuto ripartire in modo diverso le risorse stanziate da Garanzia Giovani: il Piemonte, per esempio, ha favorito la formazione, la Lombardia i bonus occupazionali per le aziende che assumono i giovani al termine del tirocinio, il Friuli di Venezia Giulia ha investito la metà delle risorse nei tirocini extracurriculari. Le ragioni sono molteplici e aimè spesso più dovuti alla necessità di far quadrare i bilanci regionali sulle singole voci che non a scelte strategiche.

Segnalo positivamente la scelta da parte della Lombardia di accreditare oltre ai normali centri per l’impiego pubblici e privati, il privato sociale: in questo modo ai giovani sarà concessa una possibilità di scelta più ampia nella ricerca dell’ente che li supporterà nella ricerca del lavoro.

Di seguito alcune slide utili sul tema.

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