Caso Stamina: dal Consiglio regionale un po’ di chiarezza e un impegno a che non si ripeta

30 settembre 2014 di fabio pizzul

Il Consiglio regionale ha approvato oggi a maggioranza (voto contrario del Movimento 5 Stelle) la relazione conclusiva della Commissione di indagine sul caso Stamina.
Un anno fa il Pd aveva chiesto alla Giunta di fare chiarezza attraverso un’interrogazione. Non vi fu alcuna azione in tal senso da parte dell’assessore Mantovani.
Da allora sono passati molti mesi in cui abbiamo assistito a manifestazione delle famiglie dei malati, atteggiamenti ondivaghi delle varie forze politiche presenti in regione e tanti (troppi) interventi da parte della magistratura.

Non spettava al Consiglio prendere posizione riguardo l’attendibilità scientifica di Stamina, ma era necessario porre fine a una vicenda che ha visto la regione giocare un ruolo poco trasparente e, soprattutto, comprendere quello che è accaduto perchè in futuro non debba più accadere che i cittadini lombardi si vedano proporre da una struttura sanitaria un protocollo che non abbia tutte le garanzie di essere scientificamente fondato, utile e non dannoso.
Non sarà certo questa relazione a porre una parola definitiva sulla vicenda, ma era importante che da parte del Consiglio regionale ci fosse una ricostruzione di quanto è accaduto e una presa di coscienza che su temi così delicati sia necessario agire con maggiore prudenza e responsabilità evitando di strizzare l’occhio alla ricerca del consenso.
Un pensiero va alle vere vittime di tutta questa vicenda sono stati i pazienti e le loro famiglie che da troppe parti hanno ricevuto promesse che hanno finito per tradire la loro fiducia e speranza.
Rimane un neo nell’intero percorso della commissione di indagine: alle audizioni non si sono presentati l’ex assessore alla sanità Bresciani e due dirigenti apicali della sua struttura. Si tratta di un’opacità difficile da accettare e di un vero e proprio affronto all’istituzione e ai cittadini da essa rappresentati.
Mi è parso anche del tutto fuori luogo l’intervento della consigliera grillina Macchi che ha voluto ancora difendere una possibile credibilità scientifica del metodo ergendosi a paladina dei diritti di pazienti che, a questo punto, hanno solo il diritto di non essere più strumentalizzati.
Va anche sottolineato come qualche mese per fa per Stamina avremmo avuto in Consiglio decine di giornalisti, oggi il loro settore era deserto: l’attenzione dei media si attiva ad intermittenza e con criteri che hanno più a che fare con l’emotività che con la razionalità. E non mi pare un bene.

Vi propongo qui sotto il testo conclusivo dell’indagine della commissione, precisando che le conclusioni sono state leggermente modificate in alcuni punti con alcuni emendamenti formali votati in aula.

relazione Stamina

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