Adozioni: un percorso da sostenere e rilanciare

26 settembre 2014 di fabio pizzul

Ultimamente si parla tantissimo di diritto alla maternità e alla genitorialità. Nel dibattito non ha trovato molto spazio una delle strade che possono rispondere a questo desiderio, l’adozione.
Secondo i dati della Commissione per le Adozioni Internazionali della Presidenza del Consiglio dal 2010 ad oggi si è registrata una diminuzione del 33% del numero di coppie lombarde che hanno fatto richiesta di adozione. Una circostanza che, seppur in linea con i dati nazionali, ci ha provocato e indotto a pensare a un intervento legislativo regionale a favore delle famiglie che decidono di intraprendere questo percorso.

E’ per questo che il gruppo PD in regione Lombardia ha appena depositato, proprio oggi, una proposta di legge per rilanciare l’attenzione verso l’adozione internazionale e per affiancare le famiglie che scelgono questo percorso per portare a compimento il proprio desiderio di genitorialità e per dare un supporto a bambini che hanno perso ogni riferimento familiare in contesti spesso caratterizzati da condizioni di estrema povertà e difficoltà.

Favorire le adozioni internazionali significa favorire l’integrazione tra i popoli e venire incontro al desiderio di molte coppie di vivere un’esperienza di genitorialità, senza dubbio difficile e colma di incognite, ma estremamente arricchente dal punto di vista personale e relazionale.
La legge intende sostenere in modo diretto e significativo enti e famiglie coinvolte nel lungo iter che caratterizza le adozioni internazionali e si pone l’obiettivo di favorire il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti dal processo di adozione e post adozione, nel tentativo di snellire quanto più possibile i passaggi e accorciare i tempi per le famiglie.

Nelle prossime settimane, come consiglieri PD, contatteremo e incontreremo le associazioni che operano come enti accreditati nel settore per avviare un confronto e un approfondimento e creare le condizioni perchè il percorso della proposta possa essere il più possibile allargato e condiviso.

Se avete osservazioni e commenti, non esitate a farmeli pervenire.

PDL 200 Adozioni

4 commenti su “Adozioni: un percorso da sostenere e rilanciare

  1. angelo lamperti

    Ma le associazioni familiari chi li sente? Sono parte integrante nella politica familiare risolvono da sole le problematiche del post adozione oltre a raggruppare i veri attori (dopo i bambini) del processo adottivo. Importante sentire gli enti ma attenzione ai veri problemi della genitorialita adottiva che iniziano ad adozione perfezionata. Credere che una struttura ben organizzata quale l’ente autorizzato di solito è sia la soluzione per il post e quindi un sostegno alla famiglia è un errore. Almeno a mio parere. Posso spiegare il perché sono a disposizione.

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  2. Elvira

    Sono in pieno accordo con Angelo Lamperti. Dopo aver adottato le famiglie restano sole ad affrontare le criticità.
    Le famiglie vanno sostenute a 360° e non solo a parole, ma con fatti concreti a partire dagli investimenti necessari non solo per portare a compimento un adozione, anche e ancor più importante nel sostegno della famiglia.
    Un esempio, dei tanti, è l’ambito scolastico. Siamo in attesa da mesi (dopo aver lavorato anni sul tema) della firma delle linee guida per l’accoglienza ed il percorso scolastico degli alunni adottati. Ancora non si vede nulla all’orizzonte e la scuola è già iniziata da un mese e i bambini in età scolare (50%) continuano ad essere adottati. Non si può criticare i genitori quando di fronte a numerose problematiche non ce la fanno…. e arrivano all’adolescenza sfiniti, quando si poteva prevenire. Molti non hanno ricevuto alcun tipo di aiuto o sostegno. Se la crisi di un’adozione è arrivata al suo limite è si repsonsabile il genitore in primis perché nessuno gli ha prescritto di adottare, ma anche tutto il sistema del welfare che per le famiglie, specie quelle adottive, proprio non esiste.
    Gli enti hanno ragione, non si adotta anche perché costa, prima e durante, ma ancor di più costa dopo in termini economici e di benessere.
    Vogliamo parlare con tutti gli attori? Le famigie che adottano in primis? Esistono varie associazioni famigliari locali (specie in Lombardia dove il volontariato è molto forte) e nazionali – rappresentano un panorama variegato che sostiene la famiglia adottiva, un costo risparmiato allo stato.
    Quando si fanno le politiche vanno ascoltati tutti e non solo chi ha la voce più potente.
    Spero che i politici di tutti gli schieramenti lo facciano stavolta, per il bene delle famiglia come in tanti proclamano durante le campagne elettorali ma spesso dimenticano subito dopo.

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  3. Elvira

    Aggiungo un’osservazione. E’ vero che le adozioni internazionali hanno subito un pauroso rallentamento e per numerosi motivi; tuttavia, non bisogna dimenticare di occuparsi anche delle adozioni nazionali – i numeri non sono gli stessi, ma abbiamo ancora bambini in Italia (anche di origine straniera) di cui occuparci.

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  4. Elvira

    Gentile Dott. Pizzul,

    ho appena letto che il NCD ha presentato la sua proposta il 14 ottobre; non ho notizia che abbia ascoltato le Associazioni Famigliari.

    http://www.lombardiaquotidiano.com/c/document_library/get_file?uuid=dca1c58e-c804-4784-9712-65cc3da55b8f&groupId=5603

    A che punto è la proposta del PD?

    Mi auguro che la voce “indipendente” delle famiglie venga ascoltata e che qualsiasi proposta prenda in considerazione l’adozione dal punto di vista “globale” e non solo per quanto riguarda il pre-adozione e i costi per adottare che seppure importanti, non tengono conto del “dopo”. L’adozione internazionale ha senso promuoverla se ci si prende cura della famiglia anche nel complesso percorso di crescita. Diventare famiglia sulla carta è il punto di “partenza” – non di “arrivo, come viene spesso fatto pensare a comune cittadino.

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