Se la Lombardia tradisce lo sport…

24 settembre 2014 di fabio pizzul

Ci sono molti modi per tradire lo sport.
La Lombardia, nella nuova legge che regola l’attività sportiva e motoria in regione, ha scelto forse il più subdolo e nascosto.
Alcune amare considerazioni su come lo sport possa diventare strumento di propaganda e divisione.
Esagero? Ditemi voi.
Graditi commenti, anche critici.

Tradisce lo sport chi tenta di vincere con l’inganno, sia esso farmacologico (doping), agonistico (una regola non rispettata), regolamentare (far giocare chi non ne avrebbe titolo) o monetario (stile calcio scommesse).
Tradisce lo sport chi non si impegna fino in fondo per onorare la partita e gioca per perdere, o tanto per passare il tempo.
Tradisce lo sport chi sacrifica tutto sull’altare del business e compra e vende giovani atleti come fossero merce da banco.
Potrà sembrarvi un’affermazione provocatoria e paradossale, ma tradisce lo sport anche chi lo evoca a suon di paroloni come occasione di integrazione e di inserimento sociale, ma poi pone una barriera al sostegno di chi lo pratica. E’ quanto ha pensato bene di introdurre Regione Lombardia riservando la “dote sport”, ovvero un contributo economico alle famiglie con minori che praticano attività sportiva presso una società dilettantistica, solo a coloro che risiedono da almeno 5 anni in regione.
Una scelta che ha l’obiettivo di riaffermare il “padroni in casa nostra” con il risultato di contraddire tutto quanto si vive sul campo: l’attività sportiva, qualunque essa sia, ha la capacità di eliminare ogni barriera, di creare le condizioni per coinvolgere e far sentire tutti parte di una stessa partita. Non c’è lingua, cultura, geografia che tenga, lo sport è un linguaggio universale di integrazione e relazione. E che cosa fa Regione Lombardia? Pone un limite, elimina questo straordinario potenziale affermando che merita di essere sostenuto solo chi ha dimostrato di avere la capacità di stare qui da noi da almeno 5 anni.
Un vero peccato. In una legge che riordina positivamente la normativa dello sport regionale questo sberleffo leghista, proposto con arrogante compiacimento particolarista, proprio non ci voleva.
Lo abbiamo letto come una provocazione, quasi a volerci costringere a votare contro una legge che abbiamo contribuito a costruire. Non abbiamo voluto dar loro la soddisfazione di votare NO, ci siamo astenuti, nella speranza che si possa continuare a lavorare assieme per promuovere lo sport in Lombardia e che ci si renda conto di come l’ideologia e la propaganda rischia di rovinare attività e iniziative che con esse non dovrebbero avere nulla a che sparire.

Il testo della legge

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