A proposito di moschee

4 settembre 2014 di fabio pizzul

La Lega ha ormai deciso di puntare tutto su battaglie identitarie, in barba alla necessità di dare risposte concrete a problemi reali. La questione della possibile costruzione di moschee o luoghi di culto nelle città mi pare vada proprio in questa direzione: non può essere affrontata solo all’insegna della paura, del veto e dell’assimilazione di tutti i fedeli di religione islamica alle terribili azioni dei fondamentalisti che sognano il califfato.
La Lega, spalleggiata da Lista Maroni e Fratelli d’Italia, ha presentato un disegno di legge regionale che ha l’obiettivo di ostacolare la costruzione di nuovi luoghi di culto non cattolici attraverso regole urbanistiche più stringenti e il vincolo di un referendum consultivo.
L’Islam è ormai, di fatto, che piaccia o no, la seconda religione per numero di fedeli nel nostro paese, continuare a pensarla come un veicolo quasi automatico di fanatismo e scegliere di ostacolarne una pratica regolare (e controllabile) mi pare davvero fuori dal tempo.

Il capogruppo della Lega in regione Massimiliano Romeo si dice molto preoccupato per quello che sta succedendo in città come Milano e afferma che su un tema così delicato come l’apertura di moschee non possono decidere i sindaci da soli.
In sostanza, la proposta, oltre alla previsione di un referendum in ogni singolo caso, intende richiedere attraverso un aggiornamento della legge per il governo del territorio l’obbligo per chi vuole aprire un nuovo luogo di culto di sostenere le spese per i collegamenti urbanistici adeguati; di rispettare ”distanze adeguate tra le aree o gli edifici da destinare alle diverse confessioni religiose per motivi di tutela della sicurezza pubblica, dell’ordine pubblico e della sanità pubblica, della morale pubblica o degli altri diritti e libertà fondamentali”. Infine, di prevedere necessariamente uno spazio di parcheggio pubblico collegato ”in misura non inferiore al 200% della superficie lorda di pavimento dell’ edificio da destinarsi a luogo di culto”.
Il fenomeno Islam non è da considerare solo una minaccia e il diritto di avere adeguati spazi per esercitare le proprie attività religiose mi pare difficile da negare, almeno se vogliamo rispettare la nostra Costituzione. Il continuo e, secondo la proposta leghista, obbligatorio ricorso alla consultazione popolari mi pare anche sia poco rispettoso del ruolo che i sindaci hanno in ordine al governo del proprio territorio: le questioni e gli eventuali problemi vanno gestiti e risolti, non gettati in pasto all’opinione pubblica per farne occasione di propaganda alimentando strumentalmente paure e divisioni.
Abbiamo bisogno di collaborare con le comunità islamiche presenti sui nostri territori, non di considerarle come portatrici di violenza e terrore. Considerare un luogo di culto sempre e comunque come un’occasione di istigazione all’odio e alla contrapposizione con l’occidente mi pare francamente eccessivo e fuori luogo. I controlli sono fondamentali e necessari, le regole devono valere per tutti, ma solo garantendo luoghi di culto degni di questo nome e non clandestini avremo davvero la possibilità di esercitare quel controllo e quella prevenzione che sta a cuore a tutti noi e che le stesse comunità islamiche hanno tutto il vantaggio di favorire. Se la logica rimarrà invece quella del sospetto e del conseguente tentativo di ostacolare in via indiretta la costruzione di luoghi di culto regolari, temo che la situazione rischi di diventare sempre più difficile da gestire.
Altra questione è quella della prudenza e della richiesta di garanzie alle comunità islamiche che fossero intenzionate a costruire luoghi di culto: non bisogna essere ingenui o far finta che non esistano problemi. All’interno delle stesse rappresentanze islamiche non mancano le divisioni, bisogna essere molto cauti nella definizione della gestione dell’eventuale futura moschea: l’obiettivo di avere un luogo aperto a tutti i musulmani e agli altri cittadini non può essere trascurato. Alcuni gruppi della galassia islamica potrebbero non garantire questa dimensione aperta a tutti dell’eventuale moschea.
Discutere di questo è fondamentale, molto meno innalzare muri preventivi che rischiano di alimentare e rafforzare la chiusura della comunità islamica (a tutto vantaggio dei gruppi più oltranzisti) più che di favorirne la progressiva apertura.

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