La buona scuola – un anno per cambiare la scuola italiana

3 settembre 2014 di fabio pizzul

Dopo qualche giorno di attesa, ecco le linee guida del Governo sulla scuola.
Come ha sottolinea il premier in un suo video, non si tratta di una riforma (sarebbe l’ennesima) della scuola italiana, ma del tentativo di provare a cambiare l’inerzia di un sistema scolastico che da troppo tempo pare avvitato sui suoi problemi.Centotrentasei pagine di idee e proposte (precedute da una fotografia critica dell’esistente) sulle quali dal 15 settembre al 15 novembre si apre una grande consultazione pubblica per raccogliere idee, critiche e proposte.
Da gennaio inizia la fase operativa e legislativa per avviare, nel 2015, il cambiamento per la buona scuola.
Chi aveva ipotizzato lo slittamento dei provvedimenti sulla scuola per mancanza di coperture finanziarie avrà ora di che leggere e giudicare.
L’ennesima promessa?
Non mi pare, lo definirei piuttosto l’inizio di un processo di cambiamento.
Il dibattito e la riflessione sono aperti, mi auguro siano l’occasione per rimettere la scuola al centro o, se preferite, all’inizio dell’agenda politica italiana.

LA-BUONA-SCUOLA_Rapporto_3-settembre-2014

Ecco, in sintesi, i 12 punti fondamentali del documento:

1. MAI PIU’ PRECARI NELLA SCUOLA
Un piano straordinario per assumere 150 mila docenti a settembre 2015 e chiudere le Graduatorie ad Esaurimento.

2. DAL 2016 SI ENTRA SOLO PER CONCORSO
40 mila giovani qualificati nella scuola fra il 2016 e il 2019. D’ora in avanti si diventerà docenti di ruolo solo per concorso, come previsto dalla Costituzione.
Mai più ‘liste d’attesa’ che durano decenni.

3. BASTA SUPPLENZE
Garantire alle scuole, grazie al Piano di assunzioni, un team stabile di docenti per coprire cattedre vacanti, tempo pieno e supplenze, dando agli
studenti la continuità didattica a cui hanno diritto.

4. LA SCUOLA FA CARRIERA: QUALITÀ,VALUTAZIONE E MERITO
Scatti, si cambia: ogni 3 anni 2 prof. su 3 avranno in busta paga 60 euro netti al mese in più grazie ad una carriera che premierà qualità del lavoro
in classe, formazione e contributo al miglioramento della scuola. Dal 2015 ogni scuola pubblicherà il proprio Rapporto di Autovalutazione e
un progetto di miglioramento.

5. LA SCUOLA SI AGGIORNA: FORMAZIONE E INNOVAZIONE
Formazione continua obbligatoria mettendo al centro i docenti che fanno innovazione attraverso lo scambio fra pari. Per valorizzare i nuovi
Don Milani, Montessori e Malaguzzi.

6. SCUOLA DI VETRO: DATI E PROFILI ONLINE
Online dal 2015 i dati di ogni scuola (budget,valutazione, progetti finanziati) e un registro nazionale dei docenti per aiutare i presidi a migliorare
la propria squadra e l’offerta formativa.

7. SBLOCCA SCUOLA
Coinvolgimento di presidi, docenti, amministrativi e studenti per individuare le 100 procedure burocratiche più gravose per la scuola. Per
abolirle tutte.

8. LA SCUOLA DIGITALE
Piani di co-investimento per portare a tutte le scuole la banda larga veloce e il wifi. Disegnare insieme i nuovi servizi digitali per la scuola, per
aumentarne la trasparenza e diminuirne i costi.

9. CULTURA IN CORPORE SANO
Portare Musica e Sport nella scuola primaria e più Storia dell’Arte nelle secondarie, per scommettere sui punti di forza dell’Italia.

10. LE NUOVE ALFABETIZZAZIONI
Rafforzamento del piano formativo per le lingue straniere, a partire dai 6 anni. Competenze digitali:
coding e pensiero computazionale nella primaria e piano “Digital Makers” nella secondaria.
Diffusione dello studio dei principi dell’Economia in tutte le secondarie.

11. FONDATA SUL LAVORO
Alternanza Scuola-Lavoro obbligatoria negli ultimi 3 anni degli istituti tecnici e professionali per almeno 200 ore l’anno, estensione dell’impresa
didattica, potenziamento delle esperienze di apprendistato sperimentale.

12. LA SCUOLA PER TUTTI, TUTTI PER LA SCUOLA
Stabilizzare il Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (MOF), renderne trasparente l’utilizzo e legarlo agli obiettivi di miglioramento delle scuole. Attrarre risorse private (singoli cittadini, fondazioni, imprese), attraverso incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche.

2 commenti su “La buona scuola – un anno per cambiare la scuola italiana

  1. Patrizia

    Mi dispiace contraddire, ma credo che ormai per la scuola la parola “riforma” sia sinonimo di “tagli” e “controriforma”.
    La “riforma”, con lo specchietto per le allodole – assunzione precari – che fa tacere in parte i sindacati, significa retribuzioni da fame, più lavoro, meritocrazia clientelare, classi pollaio, lotta all’interno delle scuole tra colleghi, potere assoluto dei dirigenti.
    Forse si dimentica che la scuola è un’agenzia educativa, non un’azienda. Gli studenti, le famiglie, non meritano questa vergogna. La qualità sopravvissuta oggi nella scuola viene dagli insegnanti che hanno cercato e cercano di sopperire alle nefandezze attuate dalla politica negli ultimi 15 anni che ne ha distrutto l’efficacia.
    Si sta attuando il disegno del sottosegretario Aprea del precedente governo. Qual è la novità? Non vi siete degnati neanche di inventare qualcosa. .. Delusione totale.
    Sul’eliminazione degli scatti e il merito… gli insegnanti che svolgono altre funzioni – collaboratori, funzioni strumentali, tutor progetti… per l’ampliamento del POF – vengono già retribuiti (si finge di non saperlo). Potrebbero fare esclusivamente questo lavoro e lasciare spazio ad altri insegnanti che potrebbero essere assunti al loro posto. Perché si vuole penalizzare, e sempre più frustrare, chi lavora in classe e fa il proprio dovere, cioè “insegna”? Valgono poco?
    Perché, solo a parole, il premier Renzi sostiene che “la riforma non si fa sulla testa degli insegnanti, ignorandoli”, ma a me, e a tanti altri docenti che fanno con passione e dedizione questo lavoro, non interessano realmente?
    Perché prendere modelli “esteri” già vecchi e fallimentari?
    “Vendere” la scuola pubblica come si sta facendo è una pugnalata per chi ha creduto (e votato) sempre in un partito che è oggi al governo

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