Expo e la cultura lombarda: andiamo oltre la bandiera e i dialetti

17 agosto 2014 di fabio pizzul

La Lombardia mi pare possa darsi obiettivi più alti in campo culturale per Expo rispetto alla presenza di una nuova bandiera o alla promozione dei dialetti locali. Lo dico a partire da alcune dichiarazioni che l’assessore Cappellini ha rilasciato al proposito nei giorni scorsi.
Dalla Scala al Cenacolo, dal Duomo al Castello o a Brera, la sola città di Milano ha simboli e tesori culturali che andrebbero promossi in occasione di Expo e che potrebbero invogliare i milioni di visitatori previsti a tornare a far visita al nostro territorio.
Approviamo pure la legge per la nuova bandiera, ma non dimentichiamoci altre leggi che andrebbero portate a buon fine prima dell’inizio di Expo, prima fra tutte quella dedicata al Commercio equo e solidale che ha diretto e concreto aggancio con il tema dell’esposizione universale.

Per completezza, vi riporto alcune delle dichiarazioni dell’assessore Cappellini:

“Mi piacerebbe che all’avvio di Expo la Lombardia, oltre a mettere in risalto tutto il suo patrimonio culturale e paesaggistico, potesse sfoggiare con orgoglio anche la sua bandiera”.
“Stiamo lavorando perché si adotti presto una bandiera vera e propria, in cui tutti i lombardi si possano riconoscere, indipendentemente dalle appartenenze politiche”.
“Mi piacerebbe inoltre che all’interno del sito espositivo di Expo, venissero riportate indicazioni in lingua locale, laddove verranno approfonditi alcuni eventi di carattere fortemente territoriale, per metterli in relazione con il resto del mondo nella loro autenticità”.

Ribadisco, da parte mia, l’augurio che la promozione culturale della Lombardia non si limiti allo sfoggio di una nuova bandiera (non vedo, tra l’altro, perché non possa essere la stessa rosa camuna bianca su fondo verde) e alla presenza di presunte lingue locali nel sito espositivo. A questo proposito, l’unica lingua locale presente sul territorio lombardo è l’italiano, visto che le altre sono tecnicamente definite dialetti. Penso dunque che le indicazioni in italiano non mancheranno proprio!

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