A proposito di Ebola: no ad allarmismi e persecuzioni preventive. E… Un appello dalla Sierra Leone.

4 agosto 2014 di fabio pizzul

Leggo di una richiesta del gruppo della Lega in Lombardia di innalzare il livello di controllo sugli immigrati in arrivo per timore di possibili contagi da Ebola. Preoccupazione legittima, purchè non si inizi una sorta di caccia all’’untore nei confronti di chiunque arrivi sul nostro territorio, anche proveniente da zone non a rischio.
Piuttosto che prospettare scenari da quarantena collettiva e azioni che francamente hanno più del persecutorio che dell’utile dal punto di vista sanitario, penso sia utile affidare la prevenzione alle autorità sanitarie nazionali e mettersi dalla parte delle popolazioni colpite dall’epidemia e fare di tutto perché il contagio possa venire arginato a partire da quei territori.
In questo senso, raccolgo e rilancio un appello che arriva dalla Sierra Leone, uno dei Paesi più colpiti.

Il ministro Lorenzin nei giorni scorsi ha già avuto modo di rassicurare riguardo i protocolli adottati per evitare il più possibile rischi di contagio o anche di presenza di immigrati ammalati e non adeguatamente seguiti dalle autorità sanitarie.
Affiderei alle autorità sanitarie nazionali la preoccupazione espressa dalla Lega (OMNIMILANO-La Lega e l’allarme Ebola), legittima dal punto di vista teorico, molto discutibile per il rischio pratico di creare inadeguati e potenzialmente persecutori presidi territoriali a forza di quarantene o stigmi preventivi.
Mi pare però importante anche un’altra visione: quella delle popolazioni colpite dalla grave e, per il momento, incontrollabile epidemia di Ebola.
Ho ricevuto una lettera dall’amico Peter Bajuku Konteh, ministro del turismo della Sierra Leone, una delle zone più colpite dall’epidemia. Mancanza di risorse, tradizioni e diffusione del virus mettono in serio pericolo l’intera popolazione. Quella che da noi è un rischio, per il momento abbastanza remoto, nell’Africa Occidentale è un dramma.
Da soli i governi di Liberia, Sierra Leone e Guinea non hanno risorse sufficienti ad arginare l’epidemia. La comunità internazionale si è già mobilitata, così come molte organizzazioni non governative.
E’ importante l’impegno di tutti, anche piccolo.
Per questo, rilancio l’appello del ministro Konteh: bastano apparentemente banali accorgimenti per evitare il contagio.
APPELLO-DI-Peter-Bayuku-Konteh-PER-EMERGENZA-EBOLA-IN-SIERRA-LEONE-1

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