Roma pensa alla cultura lombarda e Maroni che fa?

1 agosto 2014 di fabio pizzul

Un milione e mezzo di euro su due dei più importanti beni artistici della Lombardia che erano stati segnalati per la loro preoccupante situazione e per la necessità di un rilancio proprio in occasione del grande Esposizione Universale del 2015.
Si tratta della Certosa di Pavia, a cui va un milione di euro, e di Villa Manzoni a Lecco, a cui sono stati assegnati oltre 455mila euro. È quanto contenuto nello schema di decreto ministeriale del ministero dei Beni Culturali, guidato da Dario Franceschini, in attuazione della legge 112 del 2013, nota come Valore Cultura. Il decreto destina 6.285.678 euro per l’anno in corso, e quasi un quarto delle risorse arriveranno in Lombardia. A ciò si aggiungono l’importante azione a favore della riapertura del Museo dell’Alfa Romeo di Arese.
Nel bilancio regionale la Cultura resta cenerentola. I quattro Istituti Musicali pareggiati, il sistema delle biblioteche, il sistema teatrale sono alcune delle questioni che nelle ultime settimane si sono affacciate e chiedono una risposta. La Lega in Aula a Roma lamenta una disattenzione al nord che i numeri smentiscono nei fatti. A Maroni chiediamo di non essere uomo di parte, di abbandonare cattivi consiglieri (come il recente polemista che ha scelto come inutile e tardivo curatore di Expo come se la Lombardia non avesse nomi all’altezza e come se dovessimo andare a rapire i Bronzi di Riace invece che valorizzare le nostre meraviglie) e di concerto con il governo nazionale lanciare un Rinascimento Lombardo che partendo da Expo ricollochi la nostra Regione al centro delle dinamiche Culturali e Turistiche di cui il suo glorioso passato è degno.
Un grazie per l’impegno ai parlamentari lombardi, su tutti Roberto Rampi che da settimane ha seguito la vicenda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *