Milano perde due testimoni preziosi

25 giugno 2014 di fabio pizzul

In queste ore sono scomparsi due protagonisti del giornalismo milanese del secondo novecento: Bruno Ambrosi e Antonio Velluto.
Entrambi legati alla RAI Milanese, hanno saputo coniugare l’impegno professionale con la passione civile e politica.
Ho avuto modo di conoscerli entrambi, pur senza aver potuto condividere con loro particolari esperienze professionali.
Mi rimane il ricordo di due giornalisti appassionati del loro mestiere, con un rigore e una professionalità che oggi paiono appartenere davvero a un’altra epoca.
Di Velluto mi piace ricordare l’impegno sindacale e l’instancabile voglia di offrire un contributo alla comunità civile, come assessore a Milano e come appassionato propugnatore dello sviluppo del sistema ferroviario regionale.
Di Ambrosi, la voglia di sperimentare nuovi linguaggi comunicativi e la passione per la formazione che lo ha visto guidare per quasi un decennio l’Istituto di Formazione al Giornalismo della Ordine della Lombardia. Ambrosi, tra l’altro, fu anche consigliere regionale qui in Lombardia e questo me lo rende ancora più “vicino”.
Basista democristiano Velluto, comunista storico Ambrosi sono testimoni di un giornalismo impegnato e militante che oggi può far storcere il naso a qualcuno, ma ha contribuito a costruire la coscienza civile del nostro Paese.

Qui di seguito due brevi ritratti di Velluto e Ambrosi.

Il ricordo di Antonio Velluto dalla newsletter di Impegno Sindacale Unitario.
Questa mattina all’età di 81 anni è scomparso l’amico e collega Antonio Velluto. Una grave perdita per il giornalismo italiano e anche per la nostra componente di Impegno Sindacale.
Antonio è stato uno dei leader più significativi del sindacato dei giornalisti a livello lombardo e nazionale. Tra i fondatori con Italo Uggeri della componente di Impegno Sindacale, è stato per anni al centro dell’attività sindacale con ruoli di grande responsabilità, portando sempre con garbo, ma anche con grande passione, la sensibilità dei cattolici democratici nella professione e nel sindacato. Da sempre impegnato anche nell’Ucsi, l’associazione dei giornalisti cattolici.
Dopo aver collaborato con alcuni quotidiani, nel 1962 ha iniziato la sua lunga collaborazione con la Rai, dove ha lavorato come giornalista professionista fino alla pensione. È stato redattore del Gr e poi, come caposervizio, responsabile del “Gazzettino Padano”. In seguito, nominato caporedattore, è diventato assistente del direttore del Centro di produzione Tv.
Ha svolto attività sindacale nell’Associazione lombarda dei giornalisti, nella Giunta e nel Consiglio della Federazione nazionale della stampa italiana, occupandosi dell’ufficio esteri. È stato uno dei fondatori della Federazione europea dei giornalisti nell’ambito della Federazione internazionale (Bruxelles 1994). Infine, per 6 anni, è stato Segretario generale del Circolo della Stampa di Milano.
Ma Antonio è stato molto attivo anche in politica. Animatore della corrente di Base, eletto nelle fila della Democrazia cristiana per la prima volta nel 1970, è stato per 4 anni Assessore all’Edilizia pubblica del Comune di Milano, dando vita ad uno dei più significativi piani di edilizia economica e popolare della città e, per i successivi tre mandati, consigliere comunale.
Ha poi fondato e presieduto il Consorzio interregionale dei Comuni del bacino di utenza della Ferrovie Nord, contribuendo al rilancio della rete metropolitana di trasporto pubblico ferroviario lombardo.

Il ricordo di Bruno Ambrosi dal Corriereonline
È morto stanotte nella sua casa a Milano Bruno Ambrosi, giornalista con una lunga carriera alla Rai e poi consigliere dell’ordine e presidente dell’Istituto per la formazione al giornalismo Carlo De Martino di Milano. Nato a Pontremoli nel 1930, Ambrosi è stato anche consigliere regionale della Lombardia per una legislatura. Questo il ricordo del sindaco Giuliano Pisapia: «Oggi Milano perde una parte di sé, la parte critica, la parte di informazione, la parte di chi ha messo il proprio sapere e la propria esperienza a servizio dei giovani, perché si formassero giornalisti capaci di ricercare la verità e di raccontare i fatti. Milano perde un amico, un grande giornalista. Mi stringo alla famiglia di Bruno Ambrosi in questo momento di dolore per una perdita incolmabile».

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