Profughi a Milano. Andare oltre l’emergenza.

11 giugno 2014 di fabio pizzul

Saluto con soddisfazione il fatto che pare tamponata l’emergenza profughi che ieri ha travolto Milano, con scene indegne soprattutto alla stazione di Rogoredo e, ancora, in stazione Centrale, ma sarebbe utile che su queste vicende ci potesse essere una concertazione preventiva per evitare che il comune di Milano gli enti locali si trovino sempre ad essere i soli in emergenza e in prima linea.
Vedersi arrivare a Rogoredo immigrati a bordo di un pullman che si limita a scaricarli e a ripartire, senza avere avuto alcun preavviso pare francamente difficile da accettare. Possibile che nessuno si sia preoccupato di comunicare quello che stava accadendo?
Un grazie enorme deve andare alle associazioni di volontariato e del terzo settore che stanno facendo davvero l’impossibile per garantire un’accoglienza dignitosa a queste persone.
Permettetemi anche di dire che Regione Lombardia non può starsene alla finestra a guardare, ma deve mettere in campo ogni tentativo per coordinare i diversi soggetti istituzionali. Maroni e la sua giunta non avranno competenze dirette, ma nulla impedirebbe loro di sollecitare la prefettura e di proporsi come soggetto in grado di coordinare gli enti locali per favorire una corretta gestione di quella che è un’emergenza che nessuno ha cercato, ma che sta pesantemente interessando il territorio lombardo. Invece, al contrario, Maroni e i suoi assessori, come troppo spesso accade su temi che potrebbero creare loro imbarazzo, se ne lavano le mani, stanno alla finestra e, al più, lanciano accuse a Roma. Ma non era Maroni che diceva che ogni cosa che accadeva in Lombardia riguardava e da vicino la sua Giunta?

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