Grande basket a Milano: un successo con qualche perplessità

20 maggio 2014 di fabio pizzul

Milano saluta il grande basket con un po’ di nostalgia per la settimana delle Final Four di Eurolega, qualche rimpianto e qualche evitabile scivolone.
Lo spettacolo offerto dal Forum di Assago nei due giorni di gare è stato di altissimo livello. Al di là del risultato finale che ha premiato, contro ogni pronostico, l’organizzazione, la tenacia e l’intensità di gioco del Maccabi, le finali di Eurolega hanno rilanciato il prodotto basket e hanno dimostrato come Milano possa essere recettiva e interessata allo stesso.

Il rimpianto è, ovviamente, quello di non aver visto sul parquet l’EA7. La presenza del quintetto di Banchi avrebbe garantito un impatto straordinario sulla città e un coinvolgimento che sarebbe andato oltre l’entusiasmo degli appassionati.

Veniamo agli scivoloni.

Il primo è istituzionale. Va bene che le Final Four non erano a Varese (ricordo e linko leggere qui la pessima figura in Consiglio di qualche mese fa), ma la totale assenza di Regione Lombardia deve far riflettere. Non penso che il Comune di Milano abbia imposto l’esclusiva istituzionale sulla manifestazione: l’evento era un’occasione d’oro per promuovere sport e basket nell’intera regione. E invece… Nulla di nulla. Bah!

Il secondo scivolone è strutturale. Milano ha ospitato, accanto alle Final Four, anche la fase finale del campionato continentale per club under 18. Ho avuto occasione di vedere una delle gare: Zalgiris Kaunas contro Fenerbahce Istambul. Partita molto divertente grazie all’entusiasmo (a tratti anche ingenuo) degli atleti che, oltre a mezzi fisici notevoli (schiacciate su schiacciate), hanno dimostrato ottime qualità tecniche. Lo scivolone sta tutto nel “palazzetto” che ha ospitato l’evento: la tensostruttura costruita a fianco del cantiere infinito del Palalido. Il parquet, installato per l’occasione, era sicuramente adeguato, non così le tribune, la temperatura (torrida) e gli spogliatoi (lontani e con passaggio lato cantiere). Per non parlare della polvere del cantiere che inevitabilmente ha aggredito tribune e terreno di gioco. E’ davvero una vergogna che Milano non abbia potuto offrire una location più adeguata. I finalisti (Stella Rossa Belgrado e Real Madrid) si sono rifatti giocando domenica al Forum, ma sul resto… Meglio stendere un velo pietoso e riflettere sulla cronica carenza di adeguate strutture sportive a Milano. Il Comune, a onor del vero, si sta muovendo, ma il ritardo accumulato negli anni precedenti è davvero imbarazzante. Milano, in questo senso, ha fatto una grande figuraccia.

Terzo scivolone, mediatico. La mancata qualificazione dell’EA7 ha bagnato le polveri dei media, ma il risalto offerto all’evento poteva essere ben più vasto ed efficace. Anche perché, e mi ripeto, l’offerta era sicuramente allettante. Il Forum ha sempre fatto sold out, ma nelle altre location presenti in città si poteva far meglio. Prendiamo, ad esempio, ancora il torneo under 18: sugli spalti, durante la partita a cui ho assistito c’erano sì e no quaranta persone, tra parenti dei giocatori e addetti ai lavori. Nessuna presenza di appassionati milanesi che sicuramente avrebbero gradito lo spettacolo. Peccato che nessuno o quasi sapesse dell’evento che non è stato adeguatamente comunicato. Sarebbe stato bello offrire alle 8 squadre europee presenti (7 + Armani Junior) un’accoglienza diversa e meno distratta.

Il bilancio della 4 giorni che ha reso Milano capitale del basket europeo è comunque largamente positivo.
Speriamo possa essere una scossa salutare per un basket italiano alle prese con enormi problemi e incapace di offrire risposte alla grande passione che la palla a spicchi è ancora capace di creare.
Ora è tempo di playoff per il campionato italiano e Milano attende una nuova iniezione di entusiasmo dall’EA7 che è partita benino con Pistoia e quest’anno non può e non deve fallire l’obiettivo.

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