La maggioranza in ordine sparso sull’Europa

27 marzo 2014 di fabio pizzul

Siamo già in piena campagna elettorale per le elezioni europee. Lo avrete già capito da soli.
Il Consiglio regionale non si sottrae e questo clima generale, anche se le indagini della procura su Infrastrutture Lombarde oscurano mediaticamente tutto il resto.
Sui temi europei emergono evidenti frizioni all’interno della maggioranza e inedite sintonie politiche.
Segnalo al presidente Maroni qualche problemino per la sua maggioranza.

Il Consiglio regionale martedì ha discusso e approvato la risoluzione con cui Regione Lombardia offre il suo contributo al programma di lavoro della Commissione Europea per il 2014. Al di là dell’imbarazzante ritardo con cui giungono queste raccomandazioni lombarde, c’è da notare come il voto favorevole sia arrivato da Nuovo Centro Destra, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Pensionati e Partito Democratico. Da parte degli altri gruppi c’è stato il voto di astensione (presidente Maroni compreso) con una singolare, ma significativa, consonanza di toni tra Lega e Movimento 5 Stelle, preludio, forse, di settimane di campagna elettorale in cui si troveranno sempre più vicini, almeno sull’euroscetticismo finalizzato ad acchiappare voti.
Mi chiedo: può una maggioranza che non è in grado di trovare l’accordo sulle osservazioni da inviare all’Europa in ordine ai temi che dovrebbero stare a cuore della Lombardia considerarsi tranquilla e in grado di governare senza problemi?
Ma non basta.
La Lega ha presentato un’ordine del giorno alla risoluzione in cui chiedeva il blocco del percorso di adesione della Turchia all’UE e l’utilizzo dei fondi stanziati a quello scopo per creare forti relazioni commerciali con la nuova Crimea Russa. L’aula ha respinto la proposta della Lega che si è trovata sola con la Lista Maroni (il governatore ha scelto di non partecipare al voto) a sostenere il proprio ordine del giorno (qui il testo presentato).
Va bene la campagna elettorale, ma consiglio a Maroni di fare qualche verifica all’interno della sua maggioranza.

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