Maroni bifronte con l’Europa

25 marzo 2014 di fabio pizzul

Oggi il Consiglio regionale della Lombardia si dedica all’Europa, celebrando la cosiddetta Sessione Comunitaria, appuntamento annuale stabilito da un’apposita legge regionale per fare il punto sul rapporto tra Lombardia e Unione Europea.
Temo che le vicende legate a Lombardia Informatica, su cui il presidente Maroni verrà oggi a riferire in aula, oscureranno mediaticamente tutto il resto.
Ma ho anche un altro timore, riguardo all’Europa.

Ieri mattina su Twitter Roberto Maroni ?@RobertoMaroni ha scritto:

Maroni su Le Pen

 

 

 

Posizione legittima, ma evidentemente appiattita su quella del segretario della Lega Matteo Salvini che sta dettando i tempi e i temi della campagna elettorale per le Europee, banco di prova decisivo per una Lega che non vuole perdere ulteriore terreno.
Oggi, come dicevo, in Consiglio regionale si parla proprio di Europa e si dovrebbe votare un documento, già condiviso nelle commissioni, in cui si sottolinea come solo grazie all’Europa la Lombardia possa sperare di agganciare la ripresa e favorire un equilibrato sviluppo sociale ed economico. Visto che anche la maggioranza ha votato e probabilmente voterà il documento e visto che la stessa maggioranza non può certo votare qualcosa che possa andare contro la strategia del presidente Maroni, viene legittimo chiedersi quale siano le sue vere posizioni. Che cosa auspica il Presidente della Lombardia una vittoria dei populismi euroscettici o un’Europa capace di promuovere una crescita “intelligente, sostenibile e inclusiva” come si legge nel documento del Consiglio?
Capisco perfettamente che la Lega ha bisogno di raccattare più voti possibili alle prossime elezioni europee, ma quando uno accetta di fare il presidente della Lombardia ha delle responsabilità a cui non può e non deve sottrarsi e che non possono essere affidate ai soli documenti ufficiali.
La Lombardia non ha bisogno di un aspirante dottor Jekyll che, a forza di manovrare pozioni populo-leghiste, rischia di trasformarsi in un inquietante Mr. Hyde che poco di buono può portare.

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