Ancora sui nuovi presidi. Per il bene della scuola lombarda.

10 marzo 2014 di fabio pizzul

La scuola lombarda è ancora alle prese con la vicenda del concorso per dirigenti scolastici. La convulsa giornata di venerdì scorso non ha purtroppo concluso un cammino che dura da tre anni e che avrebbe già dovuto consegnare più di un anno e mezzo fa alla scuola lombarda più di 350 nuovi presidi.
Le mie precedenti considerazioni hanno già provocato molti commenti e spesso di segno contrapposto.
So di rischiare nuove critiche, ma mi sembra opportuno ribadire alcuni auspici che spero siano ascoltati anche a Roma.

Al momento abbiamo 355 nuovi dirigenti scolastici che hanno firmato il contratto di assunzione a tempo indeterminato, ma dovranno attendere fino al prossimo 1° settembre per poter prendere effettivamente servizio. Lo ha stabilito una nota ministeriale che ha, di fatto, derogato a quanto disposto da una legge, la 128/2013, approvata non più tardi di qualche mese fa dal Parlamento e che prevedeva che le assunzioni potessero avvenire “con la nomina in corso d’anno”. Cosa effettivamente accaduta in altre regioni, ma non in Lombardia.

Il riferimento alla continuità didattica è comprensibile, ma viene da chiedersi come possa essere applicato in un’unica direzione, senza prendere minimamente in considerazione il fatto che in centinaia di scuole l’assenza di un dirigente dedicato stia da ormai due o tre anni creando pesanti disagi a studenti e famiglie. Siamo di fronte a un evidente contrasto di interessi apparentemente contrapposti, ma nel maggior interesse della scuola lombarda, auspico che i nuovi dirigenti possano prendere servizio il prima possibile.

Una delegazione dei nuovi dirigenti sarà ricevuta domani al Ministero dell’Istruzione e tenterà di evidenziare i grandi disagi presenti, non ultimi quelli legati vincitori di concorso che, provenendo da zone lontane dalla Lombardia, avevano già provveduto a prendere impegni per l’immediato trasferimento.

Auspico che possano essere prese in esame tutte le possibili strade per dare una risposta ai nuovi dirigenti e far sì che, con il loro ingresso in servizio, la scuola lombarda rientri in un clima di normalità e regolarità. Un ulteriore discorso meritano, infine, i 96 candidati in un primo tempo ritenuti idonei e poi esclusi: anche le loro istanze vanno attentamente valutate, senza per questo mettere in discussione la conclusione del concorso.

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