Arrivano i presidi in Lombardia

26 febbraio 2014 di fabio pizzul

Dopo due anni e mezzo arriveranno, entro i prossimi 10 giorni, 355 dirigenti per le scuole lombarde.
Lo sciagurato concorso indetto nel giugno 2011 è giunto alla conclusione con la pubblicazione, ieri pomeriggio, della graduatoria dei 523 idonei 355 i vincitori di concorso (371 le dirigenze a disposizione).
I candidati sceglieranno entro la prossima settimana la sede di destinazione e, dopo Carnevale, i nuovi dirigenti prenderanno servizio.
Finalmente il concorso giunge al termine, ma non si può scrivere ancora la parola fine: ci sono 96 candidati che vennero giudicati idonei nella prima tornata e non sono stati considerati tali con la seconda correzione degli elaborati scritti. Da parte loro si annunciano ricorsi, legittimi, che potrebbero mettere a rischio la chiusura definitiva del concorso. Il problema è quello di rispettare i diritti di tutti e di garantire il miglior funzionamento possibile delle scuole.
Nei prossimi giorni arriveranno dunque 371 nuovi dirigenti che lasceranno libere altrettante cattedre. Mi auguro che si provveda al più presto alla loro sostituzione per creare meno disagio possibile all’attività didattica: i vicari che hanno avuto il distacco totale dall’insegnamento per collaborare con i presidi reggenti torneranno in gran parte sulle classi e arriveranno poi supplenti sulle rimanenti cattedre.
Nel prossimo anno scolastico si libereranno ulteriori posti da dirigente in Lombardia e altri dei 523 idonei otterranno un posto.
Buon lavoro, allora, ai nuovi dirigenti scolastici lombardi. Hanno sudato e sospirato per ottenere quanto spettava loro, sono convinto sapranno ora dare un grande contributo alla qualità della scuola lombarda.

Le graduatorie pubblicate ieri

7 commenti su “Arrivano i presidi in Lombardia

  1. Alberto Farina

    Nominare questi vincitori di concorso ora significa:

    1) affidare le loro cattedre a supplenti nominati fino a fine giugno, con gli evidenti problemi che ciò comporta;

    2) riportare in classe i vicari che avevano l’esonero al posto dei supplenti che così si ritrovano a spasso e che, comunque, avevano portato avanti classi e programmi;

    3) affidare la direzione delle scuole a Dirigenti neonominati, quindi poco pratichi del mestiere, ad anno scolastico avanzato, con un passaggio di consegne che risulterà molto problematico.

    Nell’ambiente si dice che l’operazione sia finalizzata a limitare i “danni” derivanti dai sacrosanti ricorsi dei promossi nella prima correzione delle prove scritte e poi bocciati nella seconda. A me sembra l’ennesima conferma della scarsa capacità e dell’improvvisazione di chi dirige la scuola lombarda; ma è mai possibile che nessuno paghi per i propri errori in questa sgangherata Italia?

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    1. fabio pizzul Autore articolo

      L’interpretazione mi pare corretta. I problemi evidenziati anche. Prendiamo almeno il lato positivo dell’arrivo di nuovi dirigenti che dovranno farsi le ossa (speriamo non troppo a spese di docenti e studenti), ma garantiranno il superamento del problema reggenze.

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  2. Chiara Duzzi

    Benvengano i nuovi dirigenti e con i problemi di crisi del lavoro di oggi le vicarie si riadatteranno a tornare in classe, mi spiace per i supplenti che fungono sempre da jolly. Penso che le nomine le facciano anche i nuovi dirigenti no? Buona domenica Chiara Duzzi pittrice

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  3. Alberto Farina

    Oggi ho parlato con alcuni miei ex allievi (io insegno al biennio) attualmente in quinta il cui docente di italiano è uno dei vincitori del concorso e, quindi, da lunedì prossimo non sarà più loro insegnante. Erano ovviamente dispiaciuti, preoccupati e, soprattutto, basiti per il fatto che a pochi mesi dall’Esame di Stato siano stati privati del loro docente con cui avevano percorso due anni e mezzo di triennio liceale. Non ho potuto che condividere il loro smarrimento….

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  4. Paolo Barbieri

    Complimenti! Lei ha scritto due volte sul tema, ed in entrambe le occasioni non ho letto neanche una parola per coloro ai quali il servizio scolastico è indirizzato: gli studenti!
    Tanta attenzione per i docenti neo promossi dirigenti (che votano e come presidi portano magari altri voti!) e neanche una parola per gli oltre 20’000 studenti (355 docenti che hanno in media 3 classi a testa, per 20 studenti almeno) che – a tre mesi dalla fine dell’anno scolastico o magari dall’esame di maturità – si troveranno con dei supplenti. Ma non sono loro i “clienti” del servizio scolastico? Quand’è che politici e burocrati di questo povero Paese capiranno che il loro è un servizio verso cittadini ed utenti, e che sulla qualità di questo servizio saranno valutati?

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    1. fabio pizzul Autore articolo

      Mi sono espresso da subito (più di una settimana fa) pubblicamente riguardo la necessità di minimizzare gli effetti negativi sulla didattica (e quindi sugli studenti) della nomina dei dirigenti. Ho anche parlato personalmente con il direttore scolastico regionale sottolineando la necessità di tenere in grande considerazione la delicatezza delle situazioni che saranno lasciate scoperte da chi assumerà l’incarico di dirigente, con particolare attenzione alle ultime classi delle secondarie di secondo grado. Libero di credermi o meno.

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      1. Paolo Barbieri

        Io le credo, non si preoccupi. Peccato che lei sia l’esempio tipico del politico parolaio, che non sa di cosa sta parlando. Cosa vuol dire: “tenere in grande considerazione la delicatezza delle situazioni che saranno lasciate scoperte da chi assumerà l’incarico di dirigente”? Lo sa lei che i supplenti non possono essere scelti dai presidi, ma arrivano direttamente in funzione della loro posizione in graduatoria? Ci spieghi, se può, cosa voleva dire, esattamente, con le sue richieste. Cosa si aspetta che accada agli studenti, i famosi clienti del servizio cui nessuno ha prestato attenzione? Un burocrate del ministero ha detto che il disagio degli studenti è un dato oggettivo, ma è il male minore. Io gestisco aziende e le risano: se un mio dirigente mi dicesse che il disagio dei clienti è il male minore, lo butterei fuori a pedate nel sedere!
        Che tristezza, voi siete il motivo per cui i cinquestelle prendono piede: dalla padella alla brace!

        Buona serata,

        Paolo Barbieri

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