Il carcere di Bollate ha bisogno di tutti noi

24 febbraio 2014 di fabio pizzul

La Commissione carceri del Consiglio regionale ha fatto visita al carcere di Bollate. Una realtà molto nota e citata come esempio di una carcerazione sostenibile, dal punto di vista dei costi di gestione, dell’impiego del personale e delle condizioni garantite ai detenuti. Un carcere che viene definito “modello”, ma che, a più di dieci anni dal suo avvio, deve ora fare scuola o è destinato a trasformarsi in una sorta di simbolo dell’impotenza del sistema carcerario italiano.
Il carcere di Bollate ha le sue eccellenze, ma ha anche la necessità di sviluppare l’offerta lavorativa interna ed esterna per poter davvero tener fede ai suoi obiettivi.
Negli ultimi mesi sono giunti nel carcere circa 200 detenuti “normali”, ovvero non selezionati secondo il percorso che fino ad ora aveva portato nella casa di reclusione solo persone in grado di garantire un sufficiente livello di affidabilità. E’ questa la nuova sfida di Bollate: diventare un carcere “normale”.
Per questo c’è un gran bisogno del sostegno delle realtà esterna. E tutti possono dare una mano.

Le istituzioni hanno il compito di creare le condizioni perché il reinserimento sociale di chi finisce la pena non sia un salto nel buio.
I cittadini possono essere protagonisti a più livelli.
Ci sono i tanti volontari che entrano in carcere e partecipano attivamente ai percorsi trattamentali dei detenuti.
Ci sono imprenditori che scelgono di entrare in carcere per portare lavoro e ci sarebbe bisogno di incrementare la loro presenza, visto che attualmente le cooperative presenti garantiscono lavoro a circa 250 detenuti sui 1200 ospitati.
Per tutti i cittadini c’è la possibilità di sostenere le attività del carcere acquistando prodotti o servizi garantiti dai detenuti.
Mi pare interessante citare alcune possibilità, rimandando poi al sito www.carcerebollate.it

Il catering (che abbiamo sperimentato con soddisfazione – e a pagamento – durante la visita) – http://www.cateringabc.it/
La stamperia grafica “Zerografica” – info.zerografica@gmail.com
Il laboratorio di falegnameria specializzato in mobili e giochi in legno – http://www.vivawood.org
Le lampade e gli altri oggetti in vetro del laboratorio “Il Passo”
L’attività florovivaistica con un negozio aperto al pubblico nell’area del carcere

E l’elenco potrebbe continuare con la pelletteria, le attività teatrali e lo spazio dedicato ai cavalli (ne sono ospitati al momento 24) che garantisce attività di pet therapy e horse coaching (recentemente un’importante azienda francese ha svolto una giornata di formazione e motivazione dei propri manager proprio con i cavalli del carcere bollatese).
Tante opportunità che non sono conosciute e “sfruttate” a dovere.
Acquistare prodotti e servizi è un modo tutt’altro che banale per sostenere il progetto del carcere di Bollate

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