Sport in Lombardia: vorrei ma non posso?

15 gennaio 2014 di fabio pizzul

Nei giorni scorsi l’assessore allo sport Antonio Rossi ha riferito in commissione VII riguardo le attività svolte per lo sport in Lombardia in questi primi mesi di legislatura. Mi è parso un bel gesto di attenzione ai consiglieri e di trasparenza amministrativa.
Quanto alle attività, mi paiono connotate da una grande buona volontà, ma necessariamente limitate da una scarsissima disponibilità di fondi. Lo sport in Regione Lombardia meriterebbe molte più risorse, ma forse dobbiamo accontentarci di quello che c’è.

Relazione Ass.Rossi VII Commissione

Di seguito qualche commento.

Chi avrà la pazienza di leggere il file allegato noterà una grande enfasi sull’Accordo quadro per la promozione e il rilancio dello sport in Lombardia che dovrebbe avere a disposizione 20 milioni di Euro. Soldi che non si sono ancora visti e che forse arriveranno entro la fine della legislatura.
Mi pare che anche in questo campo si applichi la strategia che caratterizza la gestione Maroni: grandi annunci e promesse ai soggetti che siedono ai tavoli di confronto. Quanto ai risultati e alle risorse concrete, al momento non possiamo che armarci di molta pazienza.
Bene l’attenzione allo sport nella scuola primaria, ma non dimentichiamoci che i più alti tassi di abbandono e di lontananza dalla pratica sportiva sono nella secondaria di II grado (le superiori). A questo proposito, le nuove norme relative alla necessità del certificato di idoneità alla pratica sportiva rischiano di rendere ancora più problematica la partecipazione degli studenti ai giochi studenteschi, nonostante la buona volonta di molti insegnanti.
Nella relazione dell’assessore mi pare manchi anche una qualsiasi attenzione all’associazionismo e al volontariato sportivo di base. Mi direte che sono rappresentati dal Coni. Vero, ma un maggior coinvolgimento diretto mi parrebbe un segnale importante anche per valorizzare il fondamentale contributo che offrono per la sopravvivenza dello sport in Lombardia.
L’assessore in commissione ha anche sostenuto che la Consulta per lo sport lombardo (mai attivata, nonostante sia prevista dalla legge regionale) di fatto può considerarsi superata o sostituita dal tavolo che ha siglato l’Accordo quadro e dalle molte consultazioni da lui effettuate in questi mesi. Opinione rispettabile, per carità, ma uno strumento istituzionale di consultazione permanente e di rappresentanza di tutto lo sport lombardo non mi parrebbe un’idea da archiviare così in fretta.

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