Serenità e coraggio. L’augurio di Napolitano

1 gennaio 2014 di fabio pizzul

Veronica, Franco, Daniela, Vincenzo.
Sono i nomi di alcuni tra i tanti che nel 2013 hanno scritto a Napolitano.
La scelta del presidente di mettere queste lettere a suggello del suo discorso di fine anno mi è parsa felice e azzeccata. E’ come aver detto a tutta la politica italiana da dove bisogna ri-cominciare e chi deve essere al centro delle preoccupazioni quotidiane di chi ha il compito di lavorare nelle istituzioni.
Non è un caso che la metà delle lettere provenga dalla Lombardia. La nostra regione ha una grande responsabilità nel condurre l’intero Paese fuori da una crisi che è ormai sociale più ancora che economica.

Il presidente ha ricordato perché era ancora lì, a pronunciare l’ottavo discorso da Capo dello Stato.
Nello scorso aprile c’è stata una corale richiesta di un supplemento di responsabilità per lui che aveva già messo in conto la fine del suo servizio. E Napolitano ha giustamente ricordato che alla sua responsabilità deve seguire quella delle forze politiche presenti in Parlamento.

Mi è piaciuto molto il passaggio in cui Napolitano ha voluto individuare nel “coraggio degli italiani” l’ingrediente decisivo per far scattare nel 2014 quella ripresa di cui l’Italia ha così acuto bisogno. Un coraggio di rialzarsi, di praticare la solidarietà, di intraprendere e innovare.

Ma è un coraggio che ha bisogno di un forte supporto da parte di chi ha responsabilità politiche.
Napolitano richiama a “lungimiranti e continuative scelte di governo, con le quali debbono misurarsi le forze politiche e sociali e le assemblee rappresentative, prima di tutto il Parlamento, oggi più che mai bisognoso di nuove regole per riguadagnare il suo ruolo centrale”.

Sono parole chiare, come i compiti che questo 2014 affida a ciascun italiano.
Auguro che ciascuno possa farsene carico per un obiettivo comune: il rilancio di questo nostro Paese.

Discorso fine anno 2013

Un commento su “Serenità e coraggio. L’augurio di Napolitano

  1. Luciano Corradini

    Concordo col giudizio positivo su discorso del Presidente. Ancora una volta abbiamo unPresidente e un Papa che non meritiamo, ma che ci aiutano a guardare coraggiosamente e dignitosamente avanti, nonostante l’età’ . La volta precedente e’ quella di Ciampi e di Woijtyla. Per grazia di Dio abbiamo anche qualche giovane che ci rincuora. Auguri di buon anno e di buon lavoro, Fabio!!
    Luciano Corradini

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