Qualche faceta considerazione sul confronto TV

30 novembre 2013 di fabio pizzul

Mi sono perso l’inizio del confronto Tv tra Civati, Cuperlo e Renzi, i tre candidati alla segretaria del PD.
Non mi spingo a commentare i contenuti, che pure mi sono sembrati coerenti con il profilo scelto dai tre contendenti nelle loro linee programmatiche: Civati più radicale, Cuperlo rassicurante per i militanti di stretta osservanza, Renzi più innovativo e attento al giudizio esterno. Mi limiterò, nelle prossime righe a esprimere qualche giudizio sulla performace televisiva e sullo stile proposto dai tre. Con un tono leggero e televisivo che spero non urti la sensibilità di nessuno.
C’è ancora una settimana per convincere quanti più italiani possibile a recarsi al voto delle primarie l’8 dicembre. Non so quanto conterà il confronto Tv, di sicuro conterà moltissimo il passaparola ed è su questo che dobbiamo concentrarci.

Cominciamo con lo stile.
Pippo mi è parso molto sciolto e amichevole, capace di ammiccare e di entrare con tranquillità in relazione con il conduttore. A mio giudizio era già più che appagato di essere arrivato fin lì, a confrontarsi per la segreteria nazionale. Aveva anche la tranquillità di non avere nulla da perdere, andava in onda da outsider e si è giocato molto bene in questo ruolo da “pierino”.
Gianni mi è sembrato fin troppo misurato e concentrato sui contenuti, poco propenso a entrare nel meccanismo televisivo, in difficoltà con il rispetto dei tempi. Mi è parso molto concentrato sui contenuti e un po’ meno sulle modalità con cui porgerli. L’impressione era di vedere qualcuno che si stesse chiedendo: perrché mai mi tocca di fare ‘sta cosa?
Matteo mi ha dato l’impressione di non voler forzare troppo la mano, di gestire un vantaggio che è consapevole di avere. Sapendo di avere solo da perdere, ha preferito sfruttare fino in fondo la sua tecnica di comunicazione molto televisiva. L’idea che trasmetteva era quella di chi si sentiva a casa sua e non faceva nulla per nasconderlo.

Due parole sul look (da che pulpito, direte giustamente voi).
Civati. Non mi è piaciuta la giacca chiusa, dava l’impressione di eccessiva rigidità. La scelta di un completo non scuro e non troppo formale mi è parsa coerente con il suo stile, ma non del tutto compatibile con il contesto dello studio e con lo stile Sky.
Cuperlo. Ha sbagliato completamente la cravatta. Mi è parso un po’ troppo impacciato nei movimenti e poco teatrale. La sensazione trasmessa è stata quella di un look un po’ dimesso, anche se la scelta è stata molto formale.
Renzi. Era in divisa o, per lo meno, in una delle due versioni della sua abituale divisa, l’altra è quella della camicia bianca con le maniche rimboccate. Nulla di nuovo, quindi, se non (non me ne voglia) qualche chiletto di troppo rispetto alla taglia.

Basta così.
Ovviamente le cose che ho detto non sono fondamentali per scegliere chi deve guidare il PD.
Ed è proprio per questo che mi sono permesso di proporle con libertà.
Il pubblico di Sky ha dato la vittoria a Renzi, seguito da Civati, con Cuperlo in terza posizione.
Non credo comunque che quanto visto in TV possa influenzare più di tanto l’esito dell’8 dicembre.

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