Carcere, specchio della nostra società

23 novembre 2013 di fabio pizzul

Un po’ per gioco, un po’ per fissare qualche concetto, ho fatto una sorta di diretta twitter della mattinata di convegno per celebrare i 60 anni della Sesta Opera, associazione di volontariato carcerario milanese promossa e ospitata dai Gesuiti di San Fedele.
Ve la ripropongo in forma di testo continuo.
Mi pare ci siano interessanti spunti di riflessione.

All’Auditorium San Fedele Mi per il convegno “Più sicurezza, più gratuitá, meno carcere” per i 60 anni della Sesta Opera San Fedele.
In Lombardia ci sono più di 30 associazioni di volontariato carcerario. Strumenti di vicinanza a detenuti, ma spt di riflessione sul carcere

Intervento prof. Gabrio Forti, Università Cattolica del Sacro Cuore
Forti (Unicatt): l’ampliarsi degli spazi della gratuitá porta con sè una sicurezza più solida e ampia rispetto al puro e semplice carcere.
Forti (Unicatt): il contrarsi del bisogno sociale di carcerazione può essere il motore di una maggiore sicurezza sociale. #carcere
Forti (Unicatt): da emarginazione di chi ha sbagliato a possibile reinserimento, dimensione “fiduciale” come modello di trattamento penale.
Forti (Unicatt): capitale sociale cresce su confronto tra diversi sulla base di atteggiamento “fiduciale” oltre il legalismo punitivo.
Forti (Unicatt): crisi legame sociale continua a segnare nostra modernitá liquida, crea individualismo possessivo e riduce tutto a mercato.
Forti (Unicatt): gratuitá è strada maestra per liberarci da illusoria sicurezza del formalismo legale che separa interioritá ed esterioritá.
Forti (Unicatt): dobbiamo sciogliere il blocco mentale e concettuale che associa la nostra sicurezza esclusivamente al carcere.
Forti (Unicatt): sorveglianza dinamica in carcere è parte di un sistema che punta sulla conoscenza del detenuto come fulcro del trattamento.
Forti (Unicatt): con sorveglianza dinamica si comincia ad immettere nel carcere capitale sociale “fiduciale” con rischi ma spt opportunitá.
Forti (Unicatt): la vulnerabilitá del detenuto è emblematica delle nostre vulnerabilitá che troppo spesso non vogliamo riconoscere.

Intervento dott.ssa Giovanna Di Rosa – Consiglio Superiore della Magistratura
Di Rosa (Csm): sterili dichiarazioni di principio sono tipiche di chi non conosce il carcere e sono espressione di puro stile di vendetta.
Di Rosa (Csm): come viene eseguita pena, dove e che cosa succede dopo è un tema che non interessa gli opinionisti che vanno per la maggiore.
Di Rosa (Csm): intervento assistenti volontari è determinante per supplire a carenze del sistema carcerario è ponte tra carcere e societá.
Di Rosa (Csm): detenuti domiciliari non hanno alcun trattamento, solo controllo forze ordine, volontariato potrebbe dare grande contributo.
Di Rosa (Csm): mancata esecuzione di prescrizioni giustizia riparativa è fatto grave, mette in discussione credibilitá sistema giudiziario.

In tutta Italia ci sono SOLO 102 volontari in 28 sedi UEPE su 82. Milano con 16 volontari ha record. RM, NA, PA, VR, PD, TS… Sono a 0!!!
N.b. su precedente tweet: UEPE = Ufficio Esecuzione Penale Esterna

Intervento prof. Valerio Onida, già presidente Corte Costituzionale
Onida: strumenti per percorso rieducativo attengono sia alla vita in carcere sia alla vita fuori dal carcere con misure e pene alternative.
Onida: strumenti per percorso rieducativo attengono sia alla vita in carcere sia alla vita fuori dal carcere con misure e pene alternative.
Onida: molte carceri hanno giá la moschea e per questo paiono più civili di molte cittá, aprono il luogo di preghiera, non ne discutono.

Di Rosa (Csm) dice che stagisti potrebbero aiutare molto tribunali sorveglianza. Ma che Paese è Paese che affida diritti persone a stagisti?
Volontari dentro carcere (art. 17) sono oltre 9000 in Ita, art.78 (pene esterne) solo 102. Per ok ci vuole oltre un anno. Molti rinunciano.

Intervento prof. Adolfo Ceretti – Università Milano Bicocca
Ceretti (UniBicocca): risposta punitiva è sempre ritenuta incapace di ricostruire giustizia, la paura mina ogni certezza, domina la paura.
Ceretti: in Ita c’è cronica tensione tra populismo che ascolta solo opinione pubblica e magistratura che si pone come baluardo Costituzione.
Ceretti: Stato ha perso la propria centralitá e le protezioni reali e simboliche che garantiva si stanno sfaldando, questo libera la paura.
Ceretti: paura entra prepotentemente nella politica e nelle mentalitá che orientano le decisioni. Solo insicurezza garantisce finanziamenti.
Ceretti: negli ultimi 20 anni in Italia omicidi e furti sono in diminuzione, ma è cresciuta contemporaneamente la sensazione di insicurezza.
Ceretti: nel 2010 gli omicidi sono stati 1/3 di quelli del 1992, con una forte contrazione di quelli di stampo mafioso.
Ceretti: paura cresce come sentimento collettivo e si accompagna a una certa idea di società, segnala una forte crisi di sistema (no futuro)
Ceretti: imperativo diventa quello di allontanare pericoli con la prioritá di vivere una vita asettica che elimini ogni possibile conflitto.
Ceretti: paradigma securitario dice di proteggersi da ogni rischio, ciò che respinge e immunizza è positivo, ciò che accoglie è negativo.
Ceretti: paura non deve produrre odio o nemici,deve farci muovere e far nascere speranze di cambiamento.Politica deve costruire alternative.
Ceretti:fraternità non ambigua,dono,ripetto,politica e capacitá da sviluppare possono essere parole chiave su cui riflettere oltre la paura.
Ceretti: bisogna interrompere processo di “violentizzazione” per comporre una organizzazione simbolica non violenta. È modello di Abreu.

Intervento dott.ssa Annamaria Cancellieri, Ministro della Giustizia
Ministro Cancellieri ha passato intera mattinata a convegno sul carcere e ricorda padre Bruno, instancabile animatore del San Fedele a Mi.
Cancellieri: l’Italia deve tornare degna di Beccaria, non può farsi misurare sulle condizioni indegne delle proprie carceri.
Cancellieri: custodia cautelare, tossicodipendenti e stranieri sono i principali campi di intervento attuale per emergenza carceri.
Cancellieri: la scoperta del fatto che tutti i detenuti avessero solo due ore di uscita dalla cella mi ha amareggiato; dobbiamo portarle a 8
Cancellieri: lavoro all’interno e all’esterno del carcere è elemento fondamentale, così come lo sport secondo modello di Bologna e Rebibbia.
Cancellieri: la musica può essere forte elemento di aiuto in carcere, stiamo lavorando con la Siae per promuoverne la diffusione
Cancellieri: dobbiamo cambiare le nostre carceri, alcune delle quali sono borboniche. Nell’apr 2015 avremo 12000 posti in più.
Cancellieri: abbiamo portato San Vittore da 1700 a 1200 detenuti. La ristrutturazione di due raggi porterá nuovi 500 posti.
Cancellieri: i bambini che vanno in carcere a visitare genitori non devono subire a loro volta una pena, vanno riorganizzati i colloqui.
Cancellieri:Consiglio d’Eu ha consegnato documento in cui apprezza il modo in cui si sta muovendo Italia su carcere. 1 anno fa non era così.
Cancellieri: vogliamo istituire Garante nazionale per detenuti per dare la possibilità di assistenza legale a tutti coloro che non ne hanno.

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