Borse di studio in Consiglio. Ennesimo pasticcio alla lombarda.

19 novembre 2013 di fabio pizzul

Alla fine ci siamo astenuti. Direte voi: ancora?
Non abbiamo potuto far altro su un provvedimento che nasceva come una buona iniziativa, ma ora, dopo un iter pasticciato, rischia di diventare molto fumoso. La legge che istituisce borse di studio per lo svolgimento di tirocini e attività di ricerca nelle strutture del Consiglio regionale, votata ieri non ci ha convinto fino in fondo, nonostante un mezzo passo indietro della Lega, che ha tolto dal testo il criterio di residenzialità per l’assegnazione.

Lo ribadisco: il provvedimento ci andava più che bene per come era stato pensato dall’Ufficio di presidenza del Consiglio, ma la modalità con cui si è arrivati al voto e soprattutto l’iter in commissione non ci è piaciuta per niente. E i criteri di assegnazione delle borse di studio rimangono ancora molto fumosi, perchè vengono demandati all’Ufficio di presidenza e alla Commissione stessa. Al posto dell’obbligo di residenza la Lega è riuscita, in fase di discussione in Aula, a far inserire un emendamento che prevede una premialità per i residenti (noi abbiamo votato contro); vigileremo con attenzione affinché non sia escluso alcuno. E comunque, ci lascia molto perplessi la necessità di inserire una sorta di ‘quota lombardi’, quasi fossero meno bravi degli altri e avessero necessità di una ‘tutela’ altrimenti non riuscirebbero ad accedere all’opportunità che il Consiglio.
L’emendamento che inseriva la residenza come criterio escludente aveva nettamente modificato l’originario provvedimento dell’Ufficio di presidenza, dimostrando scarsa fiducia nella presidenza e trasformando il provvedimento in un’ennesima occasione per mettere in atto la battaglia identitaria della Lega.
Il capogruppo della Lega Romeo mi ha accusato di non conoscere la normativa di altre regioni, perché secondo lui, Puglia, Campania e Marche hanno a loro volta inserito il criterio della residenza. Gli ho fatto notare come quei bandi abbiano a che fare con l’assegnazione di risorse generali per il diritto allo studio, e quindi doverosamente sono assegnati a giovani residenti sul territorio, che poi possono spenderli in qualsiasi università.  Il nostro provvedimento istituisce, invece, borse di studio e tirocini per svolgere un periodo di stage o lavoro dentro il Consiglio regionale lombardo o al massimo all’istituto di ricerca Eupolis. L’obiettivo non è, quindi, premiare il residente lombardo, ma utilizzare al meglio le risorse a disposizione per raccogliere le migliori competenze possibili finalizzate al miglioramento dell’istituzione stessa. Questo, almeno a mio modo di vedere, sarebbe l’interesse delle istituzioni lombarde e, in definitiva, dei cittadini lombardi.

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