Chiudiamo il consiglio regionale. Non serve.

29 ottobre 2013 di fabio pizzul

È il messaggio implicito che la Giunta ha voluto proporre oggi in aula.
L’assessore Garavaglia, a nome della Giunta, ha letto un documento condiviso all’unanimitá dalle parti sociali riunite nel Patto per lo sviluppo. Che cosa significhi poi condiviso è tutto da capire: è stato votato? Con quale ruolo si pone nell’attuale assetto istituzionale regionale?
Il problema non sono i contenuti del documento, sostanzialmente condivisibili, è il metodo!
La concertazione con la parti sociali è sacrosanta, ma va condotta su fatti e argomenti concreti. Non si capisce il perchè si debba procedere a una condivisione di un documento eminentemente politico. Cosa che dovrebbe essere portata avanti dal consiglio regionale, organo politico della regione.
Ormai abbiamo capito il metodo di Maroni e della sua giunta: fare grandi promesse e dare grandi pacche sulle spalle di imprenditori, rappresentanti delle parti sociali ed economiche per dire che sono dalla loro parte.
Il documento letto in aula poteva essere un ordine del giorno o una mozione del consiglio regionale, mi chiedo perchè si sia voluta fare una forzatura di questo tipo coinvolgendo le parti sociali. Forse per dettare la linea a un consiglio in cui la maggioranza ha sempre maggiori difficoltá nell’andare d’accordo?
Chiedo scusa per la franchezza, ma mi pare che una maggioranza debole e confusa e un presidente in cerca di legittimazione stiano cercando di costruire la propria autorevolezza “sfruttando” le parti sociali ormai esasperate dall’inconcludenza della politica.
A questo punto, ribadisco la provocazione, chiudiamo il consiglio regionale, non serve.

documento congiunto Patto di Stabilità_28.10.2013

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