Ancora illegalità e Mafia in Lombardia

17 ottobre 2013 di fabio pizzul

Quattro anni e tre mesi di reclusione per Loris Cereda, ex sindaco di Buccinasco, imputato di corruzione, falso in atto pubblico e turbativa d’asta in relazione a tangenti su appalti per la nettezza urbana e per il cambio di destinazione d’uso di alcune aree della cittadina. Sciolto per infiltrazioni mafiose il consiglio comunale di Sedriano (MI) con il sindaco (ora ex) pdl Alfredo Celeste già da tre mesi agli arresti domiciliari.
Due notizie, negli ultimi due giorni, che arrivano esattamente a un anno di distanza dall’arresto dell’allora assessore regionale alla casa Domenico Zambetti, prelevato il 10 ottobre 2012 all’alba dalla sua casa milanese con la pesantissima accusa di aver comprato voti dalla ‘Ndrangheta.

Da un po’ di tempo non si parla di emergenza legalità in Lombardia, mentre un anno fa sembravamo finiti in provincia di Reggio Calabria o giù di lì. Senza alcuna offesa naturalmente per i tantissimi calabresi onesti
E’ cambiata la presidenza di Regione Lombardia con Maroni nei panni di garante della legalità in virtù della sua esperienza al ministero degli Interni, il consiglio regionale ha insediato la Commissione Antimafia, si è alzata la guardia sugli appalti di Expo. Tutte fatti importanti, ma il livello di guardia nei confronti della criminalità organizzata rischia di essere sceso, così come l’attenzione da parte di media e opinione pubblica. Non c’è mai da rallegrarsi quando emergono episodi di questo tipo.
“La politica deve sempre arrivare prima delle indagini della magistratura e delle forze dell’ordine” – dichiara giustamente Maria Ferrucci, Sindaca di Corsico e coordinatrice provinciale per Milano di Avviso Pubblico – “Essere arrivati allo scioglimento del Comune di Sedriano significa invece che l’amministrazione non si è voluta prendere le sue responsabilità, così come invece aveva fatto nel 2010 il Comune di Desio. Episodi di questo genere dimostrano infine come, nonostante le numerose inchieste giudiziarie degli ultimi anni, le regioni del nord Italia continuano a tenere gli occhi chiusi e a far finta di non vedere la presenza delle organizzazioni mafiose nei loro territori”.

Il commissariamento immediato, proposto dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, ha riguardato anche il comune di Cirò, in provincia di Crotone, mentre negli ultimi due anni,la stessa sorte, per rimanere nel solo Nord, era toccata a Bordighera e Ventimiglia in Liguria e a Rivarolo Canavese e Leinì in Piemonte.
E’ importantissimo, dunque, mantenere desta l’attenzione di tutti, amministratori locali e cittadini. Mi pare per questo molto preziosa l’opera della già citata “Avviso pubblico”, l’associazione di regioni ed enti locali per la formazione contro le mafie. Vi invito a dare un’occhiata al suo sito:
http://www.avvisopubblico.it

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