Per uscire dall’emergenza carceri

10 ottobre 2013 di fabio pizzul

Bene ha fatto il presidente Napolitano a risollevare il problema dell’affollamento nelle carceri italiane. Al di là di ogni polemica su indulto e amnistia in relazione con la situazione giudiziaria di Silvio Berlusconi, la situazione del sistema carcerario italiano è davvero inaccettabile.

Facciamo parlare i numeri.

In Italia non abbiamo una media di detenuti in rapporto agli abitanti particolarmente elevata.
I detenuti sono 107 ogni 100.000 abitanti, contro i 135 della Gran Bretagna e i 149 della Francia.

Il problema è l’affollamento, con 146 detenuti per 100 posti letto disponibili in carcere.

Dove sta il problema? Abbiamo meno carceri e dovremmo costruirne molte di più? Forse no, almeno a giudicare dai numeri. La differenza con Francia e Gran Bretagna sta tutta nell’utilizzo della custodia cautelare, ma, soprattutto nelle pene alternative.
Anche in questo caso i numeri parlano chiaro:
in Italia la custodia cautelare è pari al 40% della popolazione carceraria, la media europea è del 23%.

Ma non basta.

In Italia utilizziamo le misure alternative 10 volte meno che in Francia, Gran Bretagna o Spagna.
La cosiddetta “probation” (messa alla prova con misure alternative alla detenzione) da noi in Italia si ferma a 33 detenuti per 100.000 abitanti, in Francia è a quota 265 e in Spagna raggiunge quota 306.

Se utilizzassimo un po’ meno custodia cautelare e molte più pene alternative il tema del sovraffollamento delle nostre carceri non sarebbe più un problema.

In attesa di un cambiamento in questo senso, anche attraverso la rivisitazione di leggi “riempi carcere” come la Cirielli, la Giovanardi e la Bossi-Fini, non ci sono molte alternative ad amnistia e indulto e, per mitigare la condizione carceraria, alla piena applicazione della norma che, fin dal 1975, prevederebbe come normale il regime delle celle aperte, salvo esigenze particolari di sicurezza. Nelle nostre carceri (quasi tutte) è esattamente il contrario: celle chiuse come norma e aperte come eccezione. Ma anche qui gioca il sovraffollamento, perché, quando i detenuti sono molto superiori alla capienza regolamentare, diventa un enorme problema anche tenere le celle aperte.

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