Impietriti dalla tragedia di Lampedusa

3 ottobre 2013 di fabio pizzul

Difficile dire parole di fronte all’immane tragedia di Lampedusa.
Il mare ha restituito, al momento, 110 corpi, ma i morti potrebbero essere ancora decine, se non centinaia. Un esercito di disperati affronta il mare affidandosi a trafficanti senza scrupoli. Il viaggio della speranza, per l’ennesima volta, si spegne in un buio che parla solo di morte. Alle porte della ricca Europa.
Difficile dire parole, necessario non voltarsi dall’altra parte, come se quanto accaduto non dovesse esser affar nostro.
E’ il momento del silenzio e della preghiera. Anche in consiglio regionale, domani alle 12, verrà celebrata una Messa di suffragio.
Il grido soffocato di tanti migranti non può però svanire nel nulla.
Papa Francesco parla di vergogna.
Il presidente Napolitano dice con fermezza che bisogna agire.
L’Italia non può rimanere indifferente, ma l’Europa deve rispondere.
Guai a speculare su quanto accaduto, ma guai anche a far finta di nulla.
Discutiamo seriamente delle regole che ci siamo dati, in Italia e in Europa.
Ma facciamolo sul serio e non solo per trovare l’ennesimo alibi che ci consenta di voltarci dall’altra parte.
E’ il momento del silenzio, del dolore, della vergogna per non essere riusciti ad evitare l’ennesima tragedia.
Da domani deve iniziare il momento della responsabilità.

Un commento su “Impietriti dalla tragedia di Lampedusa

  1. Pierluca Meregalli

    Per prima cosa bisogna risolvere il problema dei naufragi. Se annegano ancor prima di sbarcare,diventa ininfluente ogni modifica alle leggi che tuteli chi chiede rifugio. questa tratta dei migranti è una cosa scandalosa, perfino peggio della tratta degli schiavi: i negrieri avevano interesse a far arrivare vivi i trasportati,altrimenti non avrebbero potuto venderli. Questi invece incassano prima, quindi che poi i clienti muoiano a loro non interessa. Si potrà ben fare qualcosa?

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