Quando la politica rischia di travolgere regole e logica

23 settembre 2013 di fabio pizzul

Alla fine, domani, il Consiglio regionale esaminerà anche il provvedimento per indire il referendum consultivo per l’eventuale fusione dei comuni del mantovano Bigarello e San Giorgio. L’esito del voto in aula non è scontato, perché in commissione abbiamo assistito a una netta spaccatura della maggioranza. Con tanto di audizione burla dell’assessore al Bilancio Massimo Garavaglia. E per un’oretta Bigarello e San Giorgio sono diventati il fulcro della Lombardia.

Seduta straordinaria quest’oggi delle commissioni Affari Istituzionali e Riordino delle Autonomie per esaminare l’iscrizione all’ordine del giorno della seduca consiliare di domani della proposta di referendum di cui si diceva. Antipasto della seduta di commissione l’audizione dell’assessore che, secondo le richieste dell’opposizione, doveva spiegare le motivazioni che hanno condotto la Giunta a rinviare l’ok preventivo per il referendum dei due comuni. L’assessore Garavaglia, nonostante le ripetute richieste di chiarimento di diversi commissari dell’opposizione, si è limitato a ribadire come la Giunta, in presenza di un ricorso da parte di un consigliere comunale di opposizione di Bigarello, abbia preferito rinviare ogni decisione, senza entrare nel merito della correttezza della richiesta dei due enti locali.

Il problema, come già spiegavo giorni addietro, non è il rinvio in sé e per sé, ma il fatto che questo rischia di far saltare la possibilità di celebrare il referendum consultivo in tempo utile per giungere all’eventuale fusione prima delle elezioni amministrative di primavera che vedono coinvolti anche i due comuni del mantovano. Che senso ha interrompere ora con un cavillo trovato dalla Giunta l’iter per il referendum? Forse che Lega e Pdl locale sperano di poter fare la campagna elettorale dei due comuni distinti intestandosi la battaglia contro la fusione? E poi, pensare che una giunta regionale rinvii atti sulla base della semplice presentazione di un esposto al Tar creerebbe un precedente davvero pericoloso per qualsiasi procedura regionale.

Oggi in commissione c’è stata, comunque, una netta divisione della maggioranza, con Lega, Lista Maroni, Pensionati e Fratelli d’Italia che con la sola consigliera mantovana del Pdl hanno votato per non iscrivere all’ordine del giorno del consiglio di domani l’indizione del referendum e Pd, Lista Ambrosoli, Cinque Stelle e i due presidenti Pdl delle Commissioni Riordino delle Autonomie e Affari Istituzionali che hanno votato contro, permettendo l’inserimento in odg della questione. Vedremo che cosa accadrà domani in Consiglio. Certo è che ostinarsi a voler negare una consultazione popolare su una fusione non è proprio un bell’esempio di volontà di dar voce ai cittadini.

Sospetto già vostri possibili commenti: ma con tutti i problemi che ci sono in Lombardia, c’è bisogno di dare tutto questo spazio e rilievo a una fusione che riguarda lo 0,1% della popolazione lombarda?
Appunto. Ma chiedetelo alla Giunta!

Un commento su “Quando la politica rischia di travolgere regole e logica

  1. gianluigi

    Sono un cittadino di Bigarello , con tutti problemi che ha la Regione Lombardia , e ne ha tanti , Lei non scritto volutamente che il gruppo PD del Consiglio Regionale Lombardo ad una unanimità ha proposto un Progetto di Legge n* 78 dal titolo “Fusione dei Comuni di San Giorgio di Mantova e Bigarello” , ma questi professionisti della politica ,in quanto profutamente pagati, non hanno di meglio da fare che perdersi nelle beghe di un Comune grande quanto un condominio milanese , ho hanno intenzione di andare anche a redimere i litigi di condominio. Avrei delle proposte di legge anch’io da valutare , dice che se gliele mando me le presenteranno? Cordialità Gianluigi

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