Rossi, Maroni e i 20 milioni per lo sport

13 settembre 2013 di fabio pizzul

Sentire parlare di 20 milioni di euro per lo sport in Lombardia è musica per le orecchie di operatori e appassionati, ma proviamo a capire un po’ meglio di che cosa si tratta.

Un piccolo palazzetto dello sport multifunzionale da mille posti costa circa 4 milioni e mezzo di euro. L’organizzazione di un evento come la Milano City Marathon richiede un budget da 820.000 euro, per non parlare del Gran Premio di Monza il cui budget è, tenetevi forte, 13 milioni di euro (edizione 2013). Il budget delle Olimpiadi di Londra è stato ben superiore ai 10 miliardi di euro, per la maggior parte frutto di finanziamenti pubblici (le sponsorizzazioni private,i diritti televisivi e i biglietti hanno fornito all’incirca un decimo del totale). Londra ha cambiato faccia e migliaia di londinesi hanno trovato lavoro, ma il contributo pubblico è stato decisivo.

A fronte di questi numeri, i 20 milioni di euro in tre anni per lo sport lombardo sono un’ottima notizia, ma rappresentano ben poca cosa di fronte alle ambizioni del presidente Maroni che ha dichiarato oggi di credere nell’ipotesi di portare le Olimpiadi del 2024 a Milano. “Lo dico – ha detto Maroni – non solo perché ci credo o perché sarebbe una grande opportunità per la Lombardia, ma perché penso sia la naturale evoluzione di Expo. L’area che ospiterà l’Esposizione universale sarà smantellata e, al posto dei padiglioni, può sorgere il parco olimpico che Milano e la Lombardia vogliono e di cui hanno bisogno. È la destinazione ideale per quel sito, che sarà ben collegato con metropolitane, strade, parcheggi”. Belle parole, ma in una metropoli come Milano che, tolto San Siro, non ha un solo impianto degno dello sport internazionale rischiano di rimanere tali. Se volessimo anche solo pensare a una piscina olimpionica, a un nuovo stadio per il calcio e a un velodromo, a occhio e croce ci vorrebbero almeno 400 milioni.

Ma torniamo con i piedi per terra.

L’accordo quadro sullo sport in Lombardia firmato oggi tra assessore Rossi, direttore scolastico regionale De Sanctis, presidente del CONI Marzorati, del CIP Santelli, dell’Unione Province Lombarde Sertori e dell’ANCI Russo (su delega del presidente Fontana) è una bella notizia. Se non altro perché tenta di mettere fine a una stagione in cui la regione distribuiva a pioggia i pochi fondi disponibili senza un reale coordinamento e coinvolgimento dei protagonisti dello sport lombardo. I toni trionfalistici sui 20 milioni di euro per lo sport andrebbero però un po’ mitigati, perché con una cifra del genere non possiamo certo pensare di rivoluzionare lo sport lombardo. Per curiosità ho poi spulciato le schede di bilancio degli ultimi anni riguardo la direzione generale Sport e Giovani. Ebbene le cifre, alla grossa e con il dettaglio che viene consentito da bilanci molto ingarbugliati, sono queste: 2010 26 milioni, 2011 12 milioni, 2012 8 milioni, 2013 6 milioni di euro che salgono rispettivamente a 17 e a 25 per 2014 e 2015. Perché ho fatto questo arido elenco? Per dire che fino a quest’anno compreso i soldi per lo sport sono in netto calo e che c’è l’impegno (o la speranza?) di poterli aumentare per i prossimi due anni.

Ci fidiamo della parola di Rossi e Maroni e dell’accordo quadro siglato quest’oggi a Palazzo Lombardia, ma ci permettiamo anche di raccomandare ai firmatari la massima attenzione affinchè dal programma e dalle parole si passi davvero ai fatti.

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