Il caso Mantovani arriva in prefettura

3 settembre 2013 di fabio pizzul

La telenovela Mantovani giunge a una nuova puntata. E non sarà l’ultima.
Per i distratti ricordo che l’attuale vice presidente della Regione, nonché coordinatore regionale del Pdl, era stato eletto consigliere regionale mentre era senatore e sindaco di Arconate. L’incompatibilità con il ruolo di senatore è stata sanata con le sue dimissioni da Palazzo madama, quella con il ruolo di sindaco è ancora esistente, visto che alle dimissioni formali sottoscritte da Mario Mantovani all’inizio di luglio non ha ancora fatto riscontro l’accettazione delle stesse da parte del Consiglio comunale di Arconate che, in data 4 agosto, le ha respinte.
Oggi Mantovani è stato audito dalla Giunta per le elezioni del Consiglio regionale.
Durante l’incontro Mantovani ha nuovamente criticato la legge sull’incompatibilità, definendola in contrasto con la volontà popolare, ha precisato di non esercitare sostanzialmente il ruolo di sindaco dal 4 luglio, ha confermato l’opzione come consigliere regionale e l’invio in data odierna di una lettera di invito al suo Consiglio comunale per auspicare il rispetto della legge nazionale (bontà sua!).
Rimane l’incredibile vicenda di un rappresentante istituzionale che decide di rimanere attaccato a un ruolo per lui incompatibile facendosi scudo con la volontà di un consiglio comunale evidentemente condizionato.
Quanto alla Giunta per le elezioni, ormai non ha alcun potere e si è limitata a sottoporre la questione al prefetto di Milano perché possa agire al fine di eliminare l’incompatibilità.
“La Giunta – ha spiegato il Presidente Roberto Bruni (Patto Civico) – ha ritenuto che non ci sia margine per un intervento formale in considerazione del fatto che Mantovani ha ribadito la propria opzione per la carica di consigliere regionale. I lavori della Giunta si sono chiusi con la decisione però di segnalare l’esito della riunione odierna al Prefetto, che incontreremo martedì prossimo alle 11,30. Per la Regione il caso è chiuso, ora tocca al Consiglio comunale di Arconate”.
Vedremo come agirà il prefetto che, sostiene qualcuno, potrebbe anche arrivare, in caso di ulteriore mancata ratifica delle dimissioni, al commissariamento del comune di Arconate.
Non mi pare un gran bell’esempio di rispetto delle regole e delle istituzioni.
E ribadisco in conclusione: la volontà popolare invocata ad ogni piè sospinto dovrebbe essere utilizzata per avere la forza di cambiare le leggi, non per essere autorizzati a non rispettarle.

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