Senatori a vita: scelte di qualità, ma avrei evitato…

30 agosto 2013 di fabio pizzul

Personalmente, fossi stato al posto di Napolitano, non avrei nominato nuovi senatori a vita.
E non per una mera questione economica, perché non saranno certo i quattro nuovi trattamenti economici dei neo senatori a vita ad accentuare le difficoltà economiche del nostro Paese.
Il dubbio riguarda piuttosto la funzione dei senatori che dovrebbero essere rappresentanti del popolo piuttosto che titolari di una carica onorifica o di prestigio. Napolitano, in questo senso, non ha fatto altro che applicare quanto gli è concesso dall’articolo 59 della nostra Costituzione che recita: “È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica. Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”.
Mi pare però che l’attuale momento politico avrebbe potuto consigliare maggiore prudenza nel sottolineare quello che potremmo definire il ruolo onorifico del senatore. Dovremmo piuttosto recuperare una dimensione di vicinanza delle istituzioni rappresentative ai cittadini.
Va dato atto, però, al Presidente di aver scelto quattro italiani di grandissima qualità e di aver pescato (scelta saggia e condivisibile) fuori dal mazzo della politica.
Elena Cattaneo, Carlo Rubbia, Renzo Piano e Claudio Abbado rappresentano senza ombra di dubbio delle punte di diamante della ricerca e della cultura italiana e potranno dare un contributo significativo al dibattito della camera alta del nostro Parlamento.
Mi permetto di aggiungere che rimane urgente un ripensamento del nostro assetto parlamentare: diminuzione del numero degli eletti e abbandono del bicameralismo perfetto non sono ulteriormente rinviabili.

Un commento su “Senatori a vita: scelte di qualità, ma avrei evitato…

  1. Luciano Corradini

    Condivido la valutazione di Fabio. Scelta ineccepibile, dato che è stata fatta. Non era obbligatorio farla, per ragioni di opportunità politica e istituzionale. Napolitano ha molti meriti per la dignità e per il funzionamento della Repubblica. Per questo esprimo rispetto e mi spiace la canea dei detrattori a prescindere, solo perché ha cercato di rendere governabile e dignitoso questo Paese.

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